
CASTELLAMONTE - Venerdì 29 gennaio, alle ore 14,30, nella Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, a Roma, si terrà la Conferenza Stampa di presentazione del docufilm: "70072: la bambina che non sapeva odiare. La vera storia di Lidia Maksymowicz", progetto dall'Associazione La Memoria Viva che racconta i primi 21 anni di vita della bambina che ha vissuto più a lungo nel campo di Auschwitz-Birkenau, nella baracca nella quale quotidianamente il dottor Josef Mengele e i suoi collaboratori sceglievano le vittime per i loro esperimenti.
Non solo quindi i 13 mesi trascorsi come deportata, ma anche gli anni a seguire, come bambina adottata da una famiglia polacca, con i suoi problemi di salute, l'anaffettività, la difficoltà a relazionarsi con gli altri, quel "tatuaggio" che nascondeva con un cerotto, i sensi di colpa, i giochi del campo che faceva a scuola, fino alla scoperta, a 21 anni, che la sua madre naturale era sopravvissuta alla marcia della morte e che da allora la stava cercando, ma in Russia, al di là di quella cortina di ferro che rendeva incomunicabili gli archivi delle associazioni che si occupavano della ricerca dei sopravvissuti, e l'incontro della due famiglie a Mosca (con il video originale del notiziario della Federazione Russa del 1962).
Una storia che offre molti spunti di riflessione, soprattutto per i giovani, e che è propedeutico ad un progetto, "Le tracce dell'odio", che a pandemia rientrata interesserà gli istituti scolastici che vorranno parteciparvi. Nel docufilm l'intreccio fra la vita di Lidia e la sua fede (lei è cattolica) con Papa Giovanni Paolo II, con Les Combes d'Introd, le riflessioni di personaggi della vita sociale, politica e religiosa nazionale e locale, di deportati come Sami Modiano e Liliana Segre, Italo Tibaldi e Marcello Martini, e i messaggi del Capo dello Stato, il Presidente Sergio Mattarella, della Presidente del Senato, la Senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati, e del Presidente della Camera, Roberto Fico.
Sotto l'alto Patrocinio del Parlamento Europeo hanno concesso il loro Patrocinio morale al docufilm la Commissione Europea, la Regione Piemonte, il Consiglio Regionale del Piemonte, il Comitato Resistenza e Costituzione del Piemonte, la Croce Rossa Italiana, l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, la Città Metropolitana di Torino, il Comune di Castellamonte (Torino), il Comune di Introd (Aosta), il Comune di Wadowice (Polonia), l'Ambasciata della Repubblica Polacca in Italia, l’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, l’Ambasciata d'Italia a Mosca, l’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, l’Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede e il S.M. Ordine di Malta, dell’Ambasciata della Repubblica di Bielorussia, il Consolato Onorario Italiano a Cracovia (Polonia), il Consolato Onorario di Polonia a Torino (Italia), l’Istituto Italiano di Cultura a Cracovia (Polonia), l’Istituto Italiano di Cultura a Mosca (Russia), la Fondazione Fossoli (Modena), la Fondazione Bruno Buozzi (Roma) e il Club Turati del Canavese.








