CASTELLAMONTE - I fuoriusciti dalla maggioranza attaccano il sindaco Mazza

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dei consiglieri comunali di Castellamonte, Andrea Ertola e Marialuisa Villirillo.

«Arroganza e mancanza di rispetto sono, a nostro avviso, due caratteristiche peculiari della gestione della Città di Castellamonte targata Mazza; è risaputo che la miglior difesa è l’attacco! Gli specialisti sostengono che “la miglior difesa è l'attacco" è il principio base dei provocatori, persone che attaccano gli altri per prevenire o arginare le critiche. L’ultimo episodio durante il quale il Sindaco Mazza ha utilizzato la sua ormai ben nota tecnica diversiva si è verificato durante il Consiglio comunale per l’approvazione del Bilancio di previsione.

La maggioranza ha rifiutato la proposta del nostro gruppo di diminuire le spese relative alle indennità degli amministratori per destinare tali fondi alla riduzione dell’aliquota relativa all'addizionale comunale IRPEF a carico dei Cittadini di Castellamonte e il Sindaco, dopo essere stato incalzato per mettere in pratica quanto professato per anni, invece di approvare quanto proposto dai Consiglieri di opposizione li ha aggrediti verbalmente. Non ricorda che, sia quando era all'opposizione che durante l’ultima campagna elettorale, ha più volte sostenuto che gli amministratori devono ridursi o rinunciare alle indennità che percepiscono per l’espletamento del loro mandato?

Questa è la dimostrazione lampante della coerenza tra le promesse fatte in campagna elettorale per attrarre consensi e la triste realtà dei fatti. Il Sindaco ci ha violentemente attaccato sostenendo che parliamo solo ora che siamo usciti dalla maggioranza dimenticandosi anche che abbiamo rinunciato a “poltrone e denari” proprio perché non venivano palesemente rispettati gli impegni presi con gli Elettori.

In merito alle note tecniche sul Bilancio di previsione abbiamo rilevato che la documentazione consultabile, pur conforme alle disposizioni vigenti, risulta di difficile comprensione: dalla nota integrativa non emerge nulla o ben poco degli elementi che compongono il Bilancio triennale, è generica e soprattutto molto simile, per non dire quasi uguale, ai precedenti esercizi; non si evince quale sia la strategia di gestione delle entrate correnti e a cosa si riferiscono i 55.000 € di recuperi iscritti a Bilancio.

Dove sono i tanto decantati debiti fuori Bilancio? Perché il Sindaco, che fa riferimento continuamente a questi debiti per coprire le proprie mancanze, se come prevedono le norme sono stati riconosciuti, non li ha iscritti nel Bilancio dopo due anni di chiacchiere? Il Documento Unico di Programmazione, testo di ben 111 pagine, non presenta alcuna novità e vengono riproposti lo stesso schema e gli stessi indicatori per il triennio 2019-2021. Da Cittadini ci chiediamo: mancanza totale di programmazione o coerenza nell'immobilismo?».