
CASTELLAMONTE - Le tappe della crisi di maggioranza, a Castellamonte, sono adesso più chiare. Dopo il bilancio passato venerdì grazie al voto del consigliere di minoranza Giovanni Maddio, giovedì prossimo ci sarà un altro consiglio utile a discutere la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni contro il sindaco Pasquale Mazza. L'esito (forse) è scontato ma è un passaggio formale che andrà a certificare la crisi e metterà le sorti del Comune nelle mani del prefetto. Se giovedi il consiglio conferma la sfiducia al sindaco, dal giorno dopo può arrivare il commissario (tempi tecnici permettendo).
Intanto Giovanni Maddio spiega perchè ha votato favorevolmente al bilancio: «Non esiste un bilancio perfetto ma ci sono misure per aziende, attività e cittadini e ho pensato che non era il caso penalizzarli in questo delicato momento post-covid. Una scelta responsabile. Per il bene della cittadinanza io dimentico anche le denunce che il sindaco ha presentato in Procura nei miei confronti. Mi auguro che il messaggio sia chiaro. E' comunque lampante che qualcuno ha dimostrato di non esseere all'altezza di fare il sindaco». Brutto clima? «L'altra sera si è scritta una brutta pagina di Castellamonte. In Consiglio c'era un clima davvero non bello, pesante e rancoroso». Giovedi che succederà? «Spero che il sindaco abbia adesso forza, volonta e umiltà per venire in Consiglio a discutere la mozione. Mi pare un atto dovuto per chiarire come sono andate le cose. Dopo tre anni abbiamo capito che "Diversamente Castellamonte" ha usato in campagna elettorale molti slogan e pochi contenuti. Anche per questo le persone se ne sono andate. Il clima da campagna elettorale perenne non ha aiutato. Giovedi può succedere tutto e il contrario di tutto. Tuttavia se il sindaco lascia prima fa come Schettino che se ne va prima che la barca affondi».
Il sindaco Mazza ha già chiarito che giovedì sarà in Consiglio. «Sicuramente sarà l'occasione per spiegare come sono andate le cose. Chiederò ai voltagabbana di dimettersi - dice il sindaco - ma, viste le loro ambizioni personali per le quali dovrebbero vergognarsi, credo di conoscere già la risposta. In ogni caso meglio tre mesi di commissario che lasciare la città in balìa di qualche arrivista». Il sindaco ha rinunciato all'indennità di fine mandato e conferma la scelta: «Soldi che darò a vigili del fuoco, Cri, associazione carabinieri e alpini che tanto hanno fatto durante l'emergenza covid». Se giovedì arriverà la sfiducia, dal giorno dopo toccherà al prefetto nominare il commissario che traghetterà il Comune alle elezioni d'autunno.








