
Una vera e propria rivolta contro l'arrivo di nuovi profughi. Sono stati attimi di tensione quelli vissuti lunedì sera a Castellamonte, in via Buffa, dove diversi residenti di una palazzina a due passi dal centro storico della città della ceramica, hanno bloccato l'imminente arrivo di nuovi migranti. Un gruppo che, secondo le disposizioni della prefettura, avrebbe trovato posto all'ultimo piano di una palazzina, in un alloggio messo a disposizione da un privato. Solo che il resto del condominio non ha apprezzato la scelta e i residenti, appena hanno visto gli operatori della cooperativa che gestisce i migranti arrivare in via Buffa, hanno deciso di agire.
Sul posto, oltre ai carabinieri della compagnia di Ivrea (chiamati proprio dai condomini), è intervenuto anche il sindaco Pasquale Mazza. L'alloggio in questione, infatti, già al centro di un procedimento aperto alla procura di Ivrea (su segnalazione del Comune stesso), potrebbe non avere l'agibilità. Certificazione obbligatoria, però, per poter ospitare profughi. Il sindaco Pasquale Mazza si è subito interfacciato con la prefettura. Dopo una lunga trattativa, ieri sera da Torino è arrivata la conferma: «Il trasferimento di nuovi profughi a Castellamonte è per il momento sospeso». Un po' quello che era successo un anno fa in frazione Nava a Cuorgnè. La mobilitazione dei residenti (che hanno già raccolto un centinaio di firme) ha avuto la meglio.
«La situazione è insostenibile - dice Mazza - non abbiamo nemmeno il numero preciso di quanti sono e dove sono i migranti oggi ospiti a Castellamonte. E sono più di 150. Sulla vicenda di via Buffa abbiamo ottenuto la sospensione del trasferimento e abbiamo dato mandato all'ufficio tecnico di eseguire tutte le verifiche del caso sull'alloggio».








