CASTELLAMONTE - La Cgil alto Canavese scende in piazza in difesa della sanità pubblica - VIDEO

CASTELLAMONTE - La Cgil scende in campo in difesa della sanità pubblica. Forti dello slogan «La sanità non si vende, si difende!», lunedì 22 maggio 2023, Angelica Liotine, responsabile territoriale dell’alto Canavese per la Cgil, e altri rappresentanti del sindacato Cgil hanno organizzato un sit-in informativo in piazza Generale Romano, durante il mercato settimanale, a Castellamonte.

Una importante iniziativa di sensibilizzazione della popolazione in vista della manifestazione in programma il 27 maggio alle ore 14 in piazza Carducci a Torino sui temi della salute pubblica e del diritto alle cure. Si tratta di un appuntamento convocato dal Comitato per il diritto alla tutela della salute e delle cure. Il comitato, che comprende già 22 sodalizi, è un movimento aperto a tutti, cittadini, pazienti, associazioni e sindacati che intendono unirsi per avviare una fase di consapevolezza e mobilitazione per difendere il diritto a curare e ad essere curati. L’adesione al comitato è aperta a tutti coloro che, in qualsiasi veste, vorranno aderire all’appello e alle iniziative che saranno intraprese.
«Abbiamo bisogno di tutelare la sanità pubblica, che ormai sta diventando sempre più privata – ha detto Angelica Liotine – Abbiamo uno slogan esemplificativo: quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto. La sanità non si vende e si deve difendere. Abbiamo delle liste d’attesa che vanno dai 12 ai 18 mesi. La gente non può aspettare per delle cure importanti e allora si rivolge al privato con costi esosi. Costi che molte persone neanche si possono permettere. L’articolo 32 della Costituzione, lo cito sempre, recita: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti". Siamo in una condizione nella quale questo articolo non viene più rispettato. Dobbiamo difendere questa sanità altrimenti ci saranno diseguaglianze sempre più evidenti e ampie».

«Se voglio mettere un familiare non autosufficiente in una struttura pubblica – aggiunge Liotine – ho dei tempi di attesa biblici: dai 12 ai 18 mesi. Una situazione paradossale, perché nella stessa struttura, se vado privatamente con costi che superano i 2800 euro al mese, il posto lo trovo in una settimana. Poi c’è la situazione dei medici. Mi riferisco alla difficoltà a reperire il personale a causa dei continui tagli fatti in passato. Serve un progetto a lungo termine. Non è un problema recente. Eppure, la pandemia non ci ha insegnato niente. Abbiamo disparità anche tra gli stessi specialisti con i medici a gettone che prendono rimborsi elevati rispetto al compenso dei dottori assunti direttamente dalle Asl. Idem per gli infermieri. Ecco perché un giovane laureato oggi preferisce andare a lavorare nel privato. Vediamo i progetti e gli appalti per realizzare, grazie ai fondi del Pnrr, i nuovi presidi ospedalieri, case di comunità e centrali operative. Peccato che saranno scatole vuote senza operatività se non ci sarà il personale medico al loro interno. Siamo ad un punto di non ritorno. Bisogna intervenire per salvare la sanità pubblica». La campagna di sensibilizzazione su questa importante tematica continuerà per la Cgil alto Canavese giovedì mattina al mercato di Cuorgnè, mercoledì in mattinata a Locana sempre in occasione del mercato settimanale e venerdì a Pont presso la sede Cgil.