
Addio effetto arlecchino a Castellamonte. In caso di edifici vecchi e nuovi da riqualificare, non ne vedremo più di tutti i colori. Il Consiglio comunale ha, infatti, approvato il nuovo piano del colore e dell’arredo urbano della città. Lo strumento urbanistico è stato condiviso sia dalla maggioranza sia dai consiglieri d’opposizione. Un “si” unanime e trasversale, che certifica il buon lavoro svolto dal progettista Francesco Diemoz.
L’architetto rivarolese, già autore della variante al piano regolatore generale del paese della Ceramica, ha identificato e catalogato minuziosamente tutti gli edifici di Castellamonte, suddividendo il tessuto urbano locale in tre macro aree con regole fisse per i canoni estetici. La nuova mappa cromatica castellamontese detta norme ben precise pure sui materiali e sulle colorazioni utilizzabili per infissi, ringhiere di balconi e insegne luminose.
La giunta civica, guidata dal sindaco Paolo Mascheroni, ha confermato l’intenzione di estendere il nuovo documento anche fuori dal centro storico. Per facilitare o incentivare i cittadini ad adeguare le proprie abitazioni all'appena approvato piano del colore, a palazzo Antonelli è stata accolta in modo favorevole la proposta, avanzata dai banchi della minoranza dai consiglieri Pasquale Mazza e Giuliana Reano: prevedere agevolazioni in favore dei privati intenzionati ad avviare il restyling alle facciate delle proprie case, seguendo le tavolozze campione delle colorazioni utilizzabili.










