
Al convegno sull'immigrazione promosso dalla Lega Nord giovedì scorso a Castellamonte sono arrivate parole importanti dal parroco della Valle Soana e di Spineto, don Luca Pastore. Parlando di aiuti, infatti, quasi riferendosi al collega di Castellamonte don Angelo Bianchi, responsabile dell'accoglienza per la diocesi di Ivrea, il parroco ha fatto presente che sarebbe opportuno pensare «alle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese. Non possiamo dimenticare la nostra storia e le nostre tradizioni. Non possiamo farci calpestare. La carità si fa in casa, guardando alle nostre famiglie e ai nostri giovani».
L'incontro è stato introdotto da Anna Bono, docente di Storia e istituzioni dell’Africa all’Università di Torino, e autrice di libri e pubblicazioni sul tema. «Bisogna innanzitutto sottolineare che stiamo vivendo un evento assolutamente anomalo, che non ha precedenti nella storia. E' sempre successo che i flussi migratori fossero diretti verso paesi in grande crescita economica e con un’ampia offerta di lavoro. Oggi, invece, assistiamo ad un grande afflusso verso un continente, l’Europa, in crisi. E tra gli Stati europei, proprio verso l’Italia, che vive un lungo periodo di recessione. L'Italia non può offrire la vera integrazione, che è quella dell’indipendenza economica, perchè non ci sono le condizioni per assorbire una massa di persone dalla bassa, o inesistente, istruzione e dalla scarsa specializzazione in un mercato del lavoro già in sofferenza».
Nel 2015, secondo i dati snocciolati durante il convegno, su 150 mila arrivi, solo a 3500 è stato concesso l’asilo politico. Mentre per il 2016 la proporzione è 180 mila a 4900. «E’ un’invasione - ha detto il sindaco di Favria, Vittorio Bellone - e la cosa più grave è che manca qualsiasi informazione da parte degli enti preposti ai Comuni, che si trovano impreparati a gestire situazioni di emergenza». Sulla stessa unghezza d’onda il collega di Ingria, Igor de Santis. «E’ impensabile anche solo prevedere di distribuire i migranti come vorrebbero i piani di Governo e Prefetture in realtà piccole e piccolissime come la nostra, dove non ci sono servizi, nè collegamenti efficienti, nè tantomeno possibilità lavorative».
La conclusione della serata è stata poi riservata al segretario nazionale della Lega Nord Piemont, Riccardo Molinari. «Dopo anni che ribadiamo gli stessi concetti, venendo tacciati di essere razzisti, è esilarante ascoltare il ministro Minniti che per arginare l’emergenza migranti propone la stessa ricetta della Lega, sconfessando così quanto il suo partito, il Pd, ha fatto e detto per anni. La verità è che un Paese dove il 40% degli under 30 è disoccupato, non ha le condizioni minime per accogliere centinaia di migliaia di persone. Clandestini in larga misura, come dimostrano le verifiche delle commissioni. Il risultato è che sta montando una tensione sociale pazzesca. Ma perchè il Pd ha proseguito, e continua a proseguire, con la politica suicida dell’accoglienza incontrollata? Basta seguire i flussi di denaro. La gestione di questa massa di migranti vale 4 miliardi di euro. Un giro di affari enorme che non ha nulla a che vedere con la solidarietà cristiana o con il buon cuore».








