SENTENZA DEL TAR - Beffa per i Comuni di Caselle, San Francesco al Campo e San Maurizio Canavese: meno soldi dallo Stato per l'aeroporto

CASELLE - Il Tar del Lazio ha dato torto ai Comuni aeroportuali che chiedevano allo Stato di pagare quanto previsto come titolo di addizionale sui diritti di imbarco, il famoso euro per ogni passeggero in teoria destinato alle casse comunali. Il ricorso, per quanto riguarda l'aeroporto di Caselle, era stato presentato dai Comuni di Caselle, San Maurizio Canavese e San Francesco al Campo, in relazione al periodo compreso tra gli anni 2005-2015. Conti alla mano, i Comuni italiani confinanti o sede di aeroporti chiedevano complessivamente 61,3 milioni di euro. Sulla base del numero di passeggeri transitati negli aeroporti italiani e, in particolare, negli aeroporti di riferimento, nel periodo 2005-2015 ai Comuni ricorrenti avrebbero dovuto essere destinati 102,5 milioni di euro mentre ne sono stati versati 35,7.

E' vero che la legge in materia è cambiata nel 2007 ma, secondo i Comuni, le modifiche introdotte non avrebbero mutato le modalità di quantificazione e di ripartizione dei diritti di imbarco aeroportuali; in altre parole, le modifiche normative intervenute nel 2007, avrebbero soltanto individuato una nuova modalità di assegnazione nel bilancio dello Stato delle somme derivanti dai diritti di imbarco, senza modificarne in alcun modo la destinazione e la quantificazione. Una versione dei fatti che è stata bocciata dal Tar del Lazio.

Secondo i giudici, infatti, la normativa introdotta nella legge finanziaria 2008 ha escluso ogni forma di automatismo tra il pagamento dell’addizionale da parte di ciascun passeggero e la ripartizione tra i Comuni interessati, rimettendo tale individuazione nel campo del potere attribuito al Ministero dell’Economia e delle finanze il quale, sulla base dei parametri contenuti nella legge 244 del 2007, opera valutazioni di carattere economico/finanziario di natura prettamente discrezionale. In particolare la legge stabilisce che l'utilizzo dei fondi sia effettuato dal Ministro competente, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in considerazione dell'andamento delle entrate versate e che la dotazione dei fondi sia annualmente rideterminata in base all'andamento dei versamenti riassegnabili effettuati entro il 31 dicembre dei due esercizi precedenti in modo da assicurare in ciascun anno un risparmio in termini di indebitamento pari a 300 milioni di euro. 

In questo quadro, il riparto dei fondi derivanti dal pagamento dell’imposta addizionale non è più vincolato al rispetto dei criteri tassativi di quantificazione fissati dalla legge del 2003 ed è stato attribuito al Ministero dell'economia un potere discrezionale che deve tenere conto delle diverse variabili previste nella normativa per individuare gli importi da assegnare nel fondo da ripartire tra i Comuni interessati; attività condizionata dall’esercizio del potere altamente discrezionale (se non addirittura di carattere politico) del predetto Dicastero il quale – come detto – deve tener conto dell’andamento delle entrate e del perseguimento di obiettivi di risparmio in termini di indebitamento pari a 300 milioni di euro.

«In conclusione, va quindi ribadito come la dotazione dei fondi istituiti presso i vari Ministeri prevista dalla legge del 2007 è determinata sulla base di criteri non vincolanti e non matematici in quanto la normativa citata impone alle amministrazioni competenti (e, in particolare, al Ministero dell’Economia e delle finanze) di perseguire le prioritarie esigenze di risparmio, previa verifica dell’andamento delle entrate correlate a tutte le fonti di finanziamento», scrivono i giudici. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter), definitivamente pronunciando sul ricorso, lo ha quindi respinto. A rivolgersi al Tar erano stati i Comuni di Ferno, San Maurizio Canavese, Samarate, Segrate, Orio al Serio, Somma Lombardo, Cardano al Campo, Vizzola Ticino, Casorate Sempione, San Francesco al Campo, Caselle Torinese, Lonate Pozzolo, Sommacampagna, Elmas, Fiumicino, Cinisi, Quinto di Treviso e Falconara Marittima.