
L'ex assessore al commercio e alle attività produttive del Comune di Caselle, Alfonso Reina, sarà “messo alla prova”. In cambio della sospensione del procedimento penale a suo carico, per abuso edilizio, dovrà effettuare lavori di pubblica utilità in un luogo e per un periodo che il giudice deciderà. L’ex assessore con il suo rinvio a giudizio a novembre aveva provocato l’azzeramento della giunta di Caselle, già decapitata dalle dimissioni di Mara Milanesio e dall'avviso di garanzia e il successivo rinvio a giudizio dell'ex sindaco, Giuseppe Marsaglia.
I fatti che hanno coinvolto Reina risalgono all'inizio del 2012, quando non ancora in consiglio comunale, come costruttore edile era impegnato nella ristrutturazione di un immobile in via Venaria, di proprietà del cognato Ronsille Macario (a sua volta rinviato a giudizio). Realizzò abusivamente una tettoia e una recinzione. L'esposto in Comune fece scattare i controlli, l'ordinanza di demolizione e la denuncia alla Procura della Repubblica. Il pm Gianfranco Colace che ha condotto le indagini ha poi deciso il rinvio a giudizio.
Il due febbraio si è tenuta la prima udienza durante la quale la difesa, gli avvocati Luigi Giuliano e Simone Maina che assistono Reina hanno avanzato la richiesta della cosiddetta “messa alla prova”, norma introdotta nel 2012 che consente la sospensione del procedimento penale in atto e nel caso di osservanza e superamento della “prova” di estinzione del reato. «Avremmo potuto andare avanti con il procedimento - spiega Maina - perché i capi di imputazione per Reina sono davvero cosa da poco, ma abbiamo preferito avvalerci di questo strumento».








