
Da casa di riposo a municipio. Il vecchio Baulino, nel 1600 “spedale dei bisognosi”, lascito a sfondo sociale del capitano del popolo Aquilante Demonte diventerà il nuovo municipio di Caselle. A confermare le intenzioni dell’amministrazione è il sindaco, Luca Baracco che anticipa già che il progetto (o meglio, la sua revisione) sarà presentato per fine ottobre. L’impegno di spesa, circa 1 milione e 800 mila euro (che potrà essere coperto da un mutuo o da un projet financing di un privato) è già stato inserito nel bilancio pluriennale, quello approvato in exstremis lo scorso 25 agosto, dopo ben due richiami della prefettura.
Dopo l’approvazione del progetto sarà aperta la procedura di gara e se ci sarà il privato ben venga, altrimenti l’amministrazione Baracco è intenzionata ad accendere un mutuo. E, se il privato ci sarà, dovrà comunque prendersi in permuta l’edificio comunale di via Cravero che ospita uffici tecnici, urbanistica, commercio e anagrafe. «Quella in bilancio – prosegue Baracco – è una cifra molto approssimativa. Ancora non sappiamo se sarà sufficiente la ristrutturazione o sarà addirittura necessario costruire una nuova manica».
Tutto dipende dall’esito al Tar per Mappano Comune. Questo progetto servirà ad accorpare in un’unica sede tutti i servizi comunali, ad eccezione della biblioteca e della sala consigliare che rimarranno a Palazzo Mosca e della Polizia Locale che resterà al piano terra del palazzo di piazza Europa. «Questo progetto non è un capriccio. Un modo per avere un municipio più bello – continua – ma più organizzato, efficiente e a misura di cittadino». D’altra parte ora le sedi comunali sono ben tre e due, piazza Europa e via Cravero, addirittura senza ascensore. Quindi neppure disponibili per portatori di handicap e anziani.
Il Movimento 5 Stelle aveva proposto di riutilizzare il Baulino per il Social Housing. «Non è adatto a quello scopo – chiarisce il sindaco - quando era aperto il Baulino poteva ospitare al massimo 35 persone che pagavano rette da 1400 euro al mese. E nonostante ciò si generavano ogni anno debiti per 150–200 mila euro che il Comune doveva ripianare. Per questo abbiamo dovuto chiuderlo. Era antieconomico e lo sarebbe anche se facessimo mini appartamenti».








