
Quindici anni. Tanto ci vorrà perché settanta famiglie di Caselle possano vedere finalmente risarciti i danni, causati dai lavori di interramento della ferrovia Torino-Ceres. “E’ l’ultimo atto, finalmente – commenta il sindaco Luca Baracco -. O meglio il penultimo, perché ancora il consiglio comunale di fine novembre dovrà modificare una delibera e affiggerla all’albo pretorio”.
Gtt la scorsa settimana ha, finalmente, è il caso di dirlo, deliberato il risarcimento di circa 70 mila euro. Liquiderà al Comune, che aveva guidato una specie di class action dei cittadini (che poi a sua volta farà i mandati di pagamento alle singole famiglie), trattenendosi la parte relativa a quei quattro cittadini, che risultano irreperibili. Un miliardo di vecchie lire era stata la richiesta avanzata in base ad una perizia fatta effettuare proprio dall’amministrazione casellese, 70 mila euro la cifra che sarà liquidata.
“La cifra è di gran lunga inferiore – prosegue Baracco – ma il rischio è stato quello di non portare a casa nulla. Almeno così si chiude definitivamente una vicenda durata anche troppo”. Quando nel 2001 iniziarono i lavori per realizzare il gigantesco tunnel dove attualmente viaggia il treno, lungo un chilometro e mezzo e profondo 14 metri, le trivellazioni causarono l’innalzamento e la tracimazione della falda acquifera. In pochi giorni le circa 70 abitazioni situate lungo l’asse ferroviario si ritrovarono con cantine e garage allagati, pavimenti sollevati, profonde crepe nei muri e porte e finestre che non si chiudevano o non si aprivano più.
Il problema dopo i primi disagi e le proteste fu risolto da Geodata, la ditta appaltatrice dei lavori, posizionando delle pompe di aspirazione che ancor oggi quando è necessario entrano in funzione, abbassando il livello della falda ed evitando così che il tunnel e le abitazioni si allaghino.
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