CASELLE - Denuncia le infiltrazioni della 'ndrangheta nell'edilizia: adesso non pagherà le tasse
La Procura di Torino ha accolto l'istanza di Mauro Esposito, l'imprenditore di Caselle Torinese che ha denunciato le infiltrazioni della 'ndrangheta diventando uno dei testimoni chiave nel processo San Michele. Richiesta accolta e sospensione per tre anni del pagamento degli adempimenti fiscali e previdenziali. «La strada della legalità, a volte, è impervia, ma è l'unica. Non posso che esprimere la mia soddisfazione per questo provvedimento», commenta sulla propria pagina Facebook, Stefano Esposito, senatore Pd componente della Commissione Antimafia che nei mesi scorsi si era interessato al caso dell'imprenditore.
 
Mauro Esposito, architetto 51enne, nato a Ciriè e con una ditta a Caselle, la Me studio srl, aveva lanciato un appello alcuni mesi fa: «Chiedo aiuto al presidente della Repubblica – aveva detto - la mia vita personale, familiare e professionale sono state stravolte, distrutte». Dopo la denuncia, infatti, Esposito si era trovato con agenzia delle entrate e inarcassa che pretendevano il pagamento di oltre un milione di euro per non avere ottemperato a vecchi versamenti, negando una dilazione di quattro anni. Al processo nel quale si era costituito parte civile, dopo aver aiutato gli investigatori a ricostruire le infiltrazioni mafiose, Esposito perse la causa. 
 
Il tribunale gli ordinò di restituire i compensi percepiti, circa un milione, più una cifra analoga richiesta da Agenzia delle Entrate e Inarcassa per tasse e oneri su quel milione che Esposito doveva restituire. A causa della burocrazia, l’imprenditore, che aveva avuto il coraggio di denunciare la presenza della 'ndrangheta nei cantieri edili del torinese, si era ritrovato quasi sul lastrico. Senza lo stop ai pagamenti, la società di Esposito avrebbe seriamente rischiato di fallire, lasciando a casa trenta dipendenti.