
IVREA - «Finalmente il lavoro di “pressing” portato avanti negli ultimi anni sia a livello di Zona Omogenea dell'Eporediese, sia come Agenzia per lo Sviluppo del Canavese, ha raccolto risultati significativi. La Città Metropolitana ha finalmente qualche nuova risorsa da investire sulla viabilità, rispondendo ad esigenze da tempo segnalate, fin dal convegno di Strambinello di due anni orsono. Salutiamo con piacere tutti gli interventi finanziati, ma due assumono particolare rilievo: lo stanziamento per la progettazione del nuovo Ponte Preti e il primo lotto del Peduncolo di Ivrea, che sarà la variante dell'attuale provinciale 228 da Ivrea fino a Bollengo». Così il sindaco di Bollengo, Luigi Sergio Ricca, Vice Portavoce Zona Omogenea 9 e coordinatore della Commissione Infrastrutture dell'Agenzia per lo Sviluppo del Canavese.
«Per il Ponte Preti si tratta della concretizzazione di un accordo già assunto verbalmente mesi fa dalla Città Metropolitana, frutto di un lavoro di squadra. Un'azione di raccordo con le Istituzioni interessate che ha portato, dopo la tragedia di Genova, all'inserimento della struttura tra quelle finanziate a livello nazionale dal “decreto Ponti”, anche grazie alla spinta venuta dal Club Turati di Castellamonte con il sen Eugenio Bozzello, che ha portato all'attenzione dei media, con una grande azione di sensibilizzazione e documentazione, l'annosa questione del Ponte Preti».
«Segnalo invece con disappunto - conclude Ricca - il fatto che, all'interno del quadro delle opere a suo tempo definito dalla Città Metropolitana di Torino per la retrocessione di strade all'Anas, non figuri più il Traforo del Monte Navale di Ivrea, inopinatamente cancellato con l'intesa di tutte le componenti del Consiglio senza alcun confronto con il territorio. Ma questo è un tema su cui tornerò in modo specifico prossimamente».








