CANAVESE - Uncem: «Il taglio dei Parlamentari è un danno per la montagna»
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CANAVESE - «Il taglio dei Parlamentari - da 915 a 600 tra Senatori e Deputati - avrebbe gravi effetti sulla rappresentanza dei territori rurali e montani del Paese». Lo sostiene l'Uncem, l'unione dei Comuni di montagna, secondo la quale la riduzione degli eletti e l'attuale struttura dei collegi elettorali (uninominali e plurinominali) garantisce infatti le città, che in base ai numeri di abitanti continueranno ad avere un buon numero rappresentanti eletti nelle Camere, mentra penalizza fortemente le aree ad bassa densità demografica con enormi collegi uninominali e plurinominali.

«Uncem sottopone da almeno due decenni ai legislatori nazionali e regionali questa necessità di garantire adeguata e certa rappresentanza anche ai territori interni, montani, rurali, quelli a meno densità di popolazione che hanno da sempre avuto minori voti e dunque capacità di eleggere propri Parlamentari visti i numeri ridotti di abitanti, dunque di elettori - sottolinea il Presidente nazionale, Marco Bussone - Nei sistemi con preferenza, prevalgono le grandi concentrazioni urbane. Un condominio, è evidente, ha molto spesso più elettori di un Comune. Nelle leggi elettorali con collegi o circoscrizioni, più queste sono grandi, meno le aree montane e rurali hanno capacità di incidere nelle scelte ed eleggere persone che provengono da quei territori, dalle zone interne. In un collegio uninominale da 1 milione di abitanti, il baricentro è nettamente spostato sulle zone urbane, sulle città. Se fosse invece più piccolo, nel disegno del collegio si può inserire una compensazione legata all'estensione territoriale». 

Una nuova legge elettorale, che Uncem aspica, deve tenere conto di una omogenea rappresentanza per tutti i territori del Paese, anche quelli a più alta dispersione demografica, dove ci sono meno voti. Sotto le mappe del Paese con i collegi uninominali di Camera e Senato, le tabelle con i nuovi seggi in ciascuna Regione.