CANAVESE - Turismo industriale, occasione unica: «Ma servono risorse per salvare il patrimonio dismesso»

CASTELLAMONTE - Turismo industriale? In Canavese non è propriamente una novità, anche se si tratta di un settore «riscoperto» anche grazie al convegno dell'altro giorno a Ivrea (link sotto) che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del ministro Santanchè. Lo sottolinea Emilio Champagne di Terra Mia con un post social relativo anche alle attività dell'associazione di Castellamonte.

«Il turismo industriale è da noi poco praticato, ma ha il suo fascino: sia nell'ammirazione delle strutture architettoniche, che nella divulgazione e conoscenze delle lavorazioni e innovazioni tecnologiche. Terra mia è da almeno 6 anni che organizza eventi di turismo industriale. Abbiamo portato diverse centinaia di persone in visita a siti di archeologia industriale, come la fabbrica della dinamite di Avigliana o il villaggio Leumann a Torino, o visite a industrie tecnologicamente avanzate, come Iren, i termovalorizzatori, i depuratori delle acque della Smat, l'interno della diga di Ceresole e appena il mese scorso la visita agli stabilimenti Novi Elah Doufour. Possiamo confermare l'interesse che c'è e che può essere sviluppato in questo settore».

Ovviamente servono strategie altrimenti non sarà possibile far decollare questo settore: «Fondamentale è fermare il degrado, il disinteresse e qualche volta la speculazione edilizia sui centri industriali dismessi. In Canavese se ne stanno perdendo tanti. A Castellamonte, ad esempio, capitale dell'industria ceramica, alcuni siti sono stati abbattuti ed è stata cambiata la destinazione d'uso per edificare grandi condomini. Bene il convegno per lo sviluppo del turismo industriale, ma urge un convegno su come reperire le risorse per salvare e valorizzare almeno la parte più significativa del nostro patrimonio industriale dismesso, senza il quale il turismo industriale rimarrà una chimera».