
CANAVESE - «Con il nuovo digitale terrestre, e le nuove frequenze che dal 21 dicembre interessano l'intero Paese, i territori che non vedranno più la tv sono quelli montani. Come è successo negli ultimi mesi in tante Regioni italiane dove lo spegnimento dei vecchi ripetitori, non adeguati da Rai e Mediaset, ha prodotto un gravissimo danno per chi vive nei territori, ed è stato costretto ad adottare il tv-sat per continuare a vedere il bouquet televisivo». Uncem è indignata per l'ennesimo schiaffo ai servizi: lo sostiene il presidente nazionale Marco Bussone.
«Mediaset centinaia di ripetitori non li ha riaccesi. Se ne è fregata delle nostre sollecitazioni, della richiesta di risposte. Rai ci sta girando attorno. Nessuno, Regioni e Ministero, un anno fa, all'avvio del percorso del cambio delle frequenze, ha pensato ai ripetitori di proprietà di Comuni, Comunità montane, Enti locali sparsi nelle valli alpine e appenniniche, in grado da sempre di assicurare il segnale televisivo - aggiunge Bussone - un caos inaccettabile, tantopiù visti i 10 milioni di euro, cifra non certo sufficiente, che il decreto aiuti-bis alcuni mesi fa ha stanziato. Dove sono finite quelle risorse? Nessuno se ne sta occupando e Uncem, anche a seguito di numerose interlocuzioni con il Ministero dello Sviluppo economico nei mesi scorsi, chiede un immediato intervento».
Gli Enti locali proprietari di impianti di trasmissione tv hanno bisogni di risorse per l'adeguamento tecnologico dei ripetitori e anche per i costi di autorizzazione di trasmissione con nuove frequenze. «Il pasticcio per ora è compiuto, e da un anno siamo alle prese con Enti sprovvisti di informazioni e residenti nei Comuni montani giustamenti arrabbiati che non possono continuare a sentire lo Stato lontano», conclude Bussone.








