CANAVESE - Siccità, verso l'allerta rossa: si tratta di una crisi idrica peggiore di quella del 2003

CANAVESE - La siccità perdura e, stando alle previsioni meteo, forse fino a metà settimana non vedremo pioggia. Vale per il Canavese come per gran parte del Piemonte. Per questo motivo la Regione chiederà il livello massimo di allerta, quello rosso, per dare modo al Governo di intervenire con i mezzi della protezione civile e per decidere gli utilizzi delle acque. Lo ha preannunciato Matteo Marnati, assessore all'Ambiente della Regione Piemonte, in un'intervista a Rai News 24. 

Una riunione del Governo per analizzare la situazione della siccità nelle diverse regioni e valutare eventuali misure per far fronte all'emergenza si dovrebbe tenere in settimana con l'esecutivo che tiene sotto stretta osservazione il dossier siccità. Alla riunione dovrebbero partecipare i ministri delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli - che proprio ieri aveva definito "inevitabile" dichiarare uno stato di crisi - e della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Non è esclusa anche la presenza del capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio. 

Richiesta dello stato di emergenza per l’intero territorio e dello stato di calamità per l’agricoltura, rilascio di acque dai bacini utilizzati per produrre energia idroelettrica a supporto dell’irrigazione delle colture e deroga al minimo deflusso vitale dei fiumi sono le principali misure che la Regione Piemonte sta mettendo in campo per fronteggiare la crisi idrica che sta colpendo l’Italia a causa del prolungarsi della siccità.

Le decisioni sono state assunte nel corso dell’insediamento del tavolo permanente voluto dal presidente della Regione per monitorare e affrontare la situazione di emergenza e del quale fanno parte le organizzazioni agricole, i consorzi irrigui, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, le Autorità d’ambito del servizio idrico integrato e l’Anbi (Associazione nazionale Bonifiche Irrigazioni Miglioramenti Fondiari).

Al momento in Piemonte sono 170 i Comuni con ordinanze adottate o in corso di adozione sull’uso consapevole dell’acqua potabile e di limitazione o divieto di usi impropri. Nel Novarese 10 Comuni hanno anche dovuto ricorrere all’interruzione notturna della fornitura. Nel dettaglio, in provincia di Torino sono 80 i Comuni che hanno emanato o stanno per emanare ordinanze e in 3 è stato necessario intervenire con autobotti per rifornire di notte le cisterne.

Si tratta di una crisi idrica peggiore di quella del 2003, tanto che il Po ha una portata d'acqua inferiore del 72% di quella naturale. La criticità riguarda l’acqua di sorgente, perché non c’è neve sulle montagne.