CANAVESE - Si nasce a Ivrea, Ciriè e Chivasso: nessuna speranza per Cuorgnè
Ivrea, Ciriè e Chivasso. Sono questi i tre punti nascita confermati dall'Asl To4 nel suo piano della riorganizzazione del servizio sanitario sul territorio del Canavese. Nonostante gli appelli e la possibilità di una modifica agli attuali parametri, al momento non ci sono speranze per la riapertura dell'ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Cuorgnè. Il reparto ha definitivamente chiuso i battenti un anno fa. Di recente, dal Governo, erano arrivati degli spiragli che avrebbero potuto consentire la riapertura del reparto in quanto l'ospedale si trova in una zona disagiata.
 
«Sui punti nascita è vero che il sottosegretario alla salute ha parlato di possibili rivisitazioni - spiega il direttore generale dell'Asl To4, Lorenzo Ardissone - ma al momento, di concreto, non si è mosso nulla. Quindi per noi, con questa situazione, non cambia niente». Il piano aziendale prevede tre punti nascita dislocati sul territorio (senza contare la vicinanza, per una parte del territorio, di Torino e Aosta).
 
«È stato fatto un ragionamento di territorio con tre punti nascita. Tutti professionalmente molto preparati - dice Ardissone - a Cuorgnè è importante creare un percorso nascita per le gestanti che le porterà nell'ospedale più adatto. Serve fiducia nella struttura. Faremo ruotare tutti i nostri medici a Cuorgnè per creare questa fiducia nelle pazienti in vista del parto».
 
Di recente, prendendo spunto dalle parole del sottosegretario alla sanità, i sindaci del territorio avevano scritto all'assessore regionale Antonio Saitta invitandolo a valutare le concrete possibilità di riaprire ginecologia e ostetricia all'ospedale di Cuorgnè. Circostanza effettivamente remota se non cambia la normativa sul numero minimo di parti.