
CANAVESE - Ospitalità e ristori sono importanti, ma serve di più per far veramente ripartire, con l’estate alle porte, la vocazione turistica del nostro territorio. Per Simona Appino, segretario del PD alto Canavese, serve una «seria programmazione del sistema turistico Canavese», altrimenti si rischia di scrivere un’altra pagina del grande libro delle occasioni perdute. «Abbiamo letto che la Giunta Regionale del Piemonte, tramite un'iniziativa dell' assessore alla Cultura, Turismo e Commercio Vittoria Poggio, prevede di far arrivare in Canavese, e in particolare su una decina di comuni montani, una cospicua tranche di ristori per le strutture ricettive – puntualizza Simona Appino - I fondi destinati sono senza dubbio un sollievo per le strutture, che dopo il difficile periodo pandemico faticano a rimettersi in piedi. Tuttavia, non riusciamo a capire questa differenza sostanziale verso gli altri comuni del territorio. Eppure la pandemia ha colpito tutti indistintamente. Se vogliamo davvero essere considerati un territorio turistico, crediamo ci sia bisogno di una seria programmazione del “sistema turistico del Canavese"» .
«E’ ora di superare le annose e principali difficoltà che incontra il turista desideroso conoscere il Canavese. Serve un numero maggiore di trasporti da/per le località più importanti. Un esempio su tutti: il Sacro Monte di Belmonte – aggiunge Appino - E’ il simbolo del nostro territorio ed è praticamente irraggiungibile se non si dispone di un mezzo proprio. Tranne che si voglia arrivare a piedi, ma questa deve essere una scelta e non un obbligo! Penso inoltre al Castello di Aglié. La fortezza tanto amata dal conte Filippo, che pur fa parte della corona di delizie sabaude e insieme alle altre residenze fa parte del relativo sito Unesco, continua a pagare la distanza da Torino e degli altri edifici del circuito a cui non ha nulla da invidiare. Che dire poi del Parco Nazionale del Gran Paradiso che negli ultimi anni ha accolto, contando i turisti dai due versanti piemontese e valdostano , qualcosa come 2 milioni di visitatori? Per quanto aspetteremo la realizzazione della tratta ferroviaria Rivarolo Pont per accompagnare i passeggeri, magari con bici al seguito, fino all' imbocco del Parco?».
«Rimane poi un altro problema che sicuramente andrà a breve affrontato. Tra poco le nostre valli si riempiranno di persone che come ogni estate tornano ad aprire le case dei propri nonni facendo alzare il livello demografico soprattutto delle Valli Orco e Soana – conclude Simona Appino - Eppure, ancora oggi, in caso di bisogno nessuno potrà accedere alle cure dell' ospedale di fondo valle perché il Pronto soccorso di Cuorgné continua a rimanere drammaticamente chiuso. Infine, sarebbe davvero necessario sostenere e valorizzare gli uffici turistici locali o crearne addirittura dei nuovi per accogliere e informare i turisti delle location e degli itinerari da visitare, degli innumerevoli “tesori” della nostrana gastronomia e delle date programmate dei tanti eventi estivi, come il Gran Bal Trad di Vialfré che quest' anno ritorna protagonista dell' estate in arrivo. Insomma il materiale è enorme, ora aspetta agli attori del territorio farlo conoscere!».








