CANAVESE - Più uffici postali nei Comuni di montagna
Poste torni a investire nelle aree montane, nei piccoli Comuni, ampliando i servizi degli uffici, con aperture sei giorni la settimana, con nuovi Postamat e con un servizio di distribuzione più efficace, continuo. Uncem scrive a Matteo Del Fante, ad di Poste Italiane da qualche mese. Ha sostituito Francesco Caio al quale l'associazione dei Comuni, dando voce a centinaia di Enti locali, negli ultimi anni non ha mai fatto mancare suggerimenti, proposte e anche forti critiche per i tagli alle aperture degli uffici e per aver portato la distribuzione della corrispondenza a giorni alterni in migliaia di Comuni italiani. "Abbiamo più volte ribadito a Poste - afferma Lido Riba, Presidente Uncem Piemonte - che l'azienda è andata contro la risoluzione europea ove si afferma che il servizio universale deve continuare a essere fornito nella misura massima, cioè deve almeno comprendere consegna e ritiro per cinque giorni a settimana per ogni cittadino europeo. Ora lo abbiamo scritto anche a Del Fante. Caio due anni fa, su spinta e grazie alla forte mobilitazione di Anci e Uncem, ha bloccato il piano di chiusure degli uffici dei piccoli Comuni, ma ha portato troppi uffici all'apertura a giorni alterni. Non possiamo accettarlo". 
 
Uncem, nella sua lettera, evidenzia i grandi problemi riscontrati da Sindaci, Amministratori locali e cittadini, proprio nella ricezione di giornali e corrispondenza: sono centinaia nei Comuni montani del Piemonte i casi di bollette consegnate scadute, di quotidiani accumulati per più giorni la settimana (inaccettabile la motivazione data dall'azienda rispetto ai pochi abbonati), le raccomandate portate a casa e poi riportate negli uffici. " È palese e non più accettabile la disparità di trattamento dei cittadini - evidenzia la Vicepresidente Uncem, Paola Vercellotti -, quelli che vivono nelle aree interne e quelli che vivono in città. La distribuzione a giorni alterni nei piccoli Comuni e una presa in giro". A Del Fante, Uncem ha proposto un nuovo rapporto di collaborazione con l'associazione degli Enti locali, nonché di proseguire il lavoro avviato con i Ministeri degli Affari regionali e degli Interni per nuovi e innovativi servizi nelle "aree a domanda debole" che Poste in passato ha più volte messo in un angolo del suo piano industriale.
 
"Chiediamo a Poste - concludono Vercellotti e Bussone - di installare a breve cento Postamat nei piccoli Comuni piemontesi. Le banche che hanno chiuso uffici, hanno lasciato ottimi spazi di mercato. Alla presenza di tanti titolari di libretto postale, si possono unire giovani che aprono nuovi conti con Poste. Ma hanno bisogno di uno sportello automatico. Gli uffici possono dotarsi di internet point e sistemi per la promozione del territorio, anche di spazi per il co-working. Poste ha già ricevuto offerte di collaborazione da Comuni e Pro Loco per la consegna e la domiciliazione della corrispondenza. Del Fante non perda queste occasioni".