
Il comitato «La voce dei monti pelati» e il comitato «Non bruciamoci il futuro» hanno inviato ai 51 Comuni dell'ex Consorzio Asa una lettera per chiedere trasparenza riguardo il percorso di valorizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti. Nei giorni scorsi i comitati hanno incontrato i sindaci delle città di riferimento (Rivarolo, Cuorgnè e Castellamonte) allo scopo di illustrare meglio le finalità dell'iniziativa. «Questi incontri si sono rivelati utili ad una maggiore comprensione della problematica dei rifiuti - spiegano dai comitati - in ordine a vincoli e limiti dell'attuale contratto di servizio con Teknoservice, problematiche ereditate da Asa sulla discarica di Vespia e su quella di Rivarolo (località Vercellino), difficoltà a quantificare i rifiuti prodotti e differenziati per ogni singolo Comune, conseguente incertezza nella ripartizione dei costi ai Comuni».
La lettera parte da una domanda che è ormai sulla bocca di tutti: dove va a finire la raccolta differenziata? «Una volta selezionati, i rifiuti differenziati, dovrebbero essere inviati agli impianti di recupero, rientrando così nel ciclo riproduttivo. Ma, quali sono gli impianti di recupero che accolgono la nostra differenziata? Quanta ne viene effettivamente recuperata?». I comitati hanno chiesto alle amministrazioni un rendiconto pubblico del percorso di valorizzazione del rifiuto differenziato in ordine a: quantità, destinazione e ricavo economico. Richieste che, però, andrebbero formulate direttamente alla Teknoservice.
«Ricordiamo che le discariche e i termovalorizzatori sono all’ultimo posto tra le modalità di smaltimento dei rifiuti e una società consapevole di agire per la difesa dell'ambiente, si deve organizzare per raggiungere nel breve tempo il traguardo “Rifiuti zero” - dicono ancora dai comitati - ci auguriamo che le amministrazioni dei nostri Comuni, vogliano intraprendere una politica consapevole dei rifiuti, quale unica strada per salvare il nostro territorio da probabili disastri ambientali».
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