CANAVESE - Paesi senza nemmeno un negozio: è il deserto commerciale
In Piemonte, 81 Comuni non hanno un negozio. Tra questi, secondo i dati della Regione, quattro sono in Canavese: Canischio, Meugliano, Ingria e Trausella. La desertificazione commerciale è in crescita. Salvare i negozi sotto casa, nei piccoli Comuni e nei centri delle aree montane, è una necessità. Uncem ha diffuso una nota agli amministratori locali e sui social per rilanciare lo slogan "Compra in valle, la Montagna vivrà", ideato alcuni anni fa dalla Camera di Commercio di Cuneo con un'operazione transfrontaliera. Un impegno per i singoli e le comunità, un monito, una sfida sociale, culturale, economica e istituzionale.
 
Agli zero negozi aperti dei quattro Comuni citati prima, si affiancano anche realtà che non superano i tre negozi aperti. Sono, sempre secondo i dati della Regione, Alpette, Barone Canavese, Borgiallo, Brosso, Castelnuovo Nigra, Chiesanuova, Ciconio, Cintano, Colleretto Castelnuovo, Cossano, Cuceglio, Fiorano, Frassinetto, Issiglio, Levone, Lugnacco, Lusigliè, Maglione, Noasca, Nomaglio, Palazzo Canavese, Parella, Pecco, Perosa, Pertusio, Prascorsano, Pratiglione, Quagliuzzo, Quassolo, Ribordone, Salerano, San Colombano Belmonte, San Ponso, Strambinello, Tavagnasco, Valprato Soana, Vialfrè e Vidracco.
 
Determinante per Uncem è difendere e valorizzare i negozi sotto casa. Nei Comuni montani, il negozio è un ancoraggio della comunità. Luogo di aggregazione prima ancora che di acquisto. «Servono scelte politiche chiare, ma anche una diversa consapevolezza della comunità che vive su un territorio - spiegano Paola Vercellotti e Marco Bussone, vicepresidenti Uncem Piemonte - stiamo spingendo Regione e parlamento a varare leggi che individuino sgravi fiscali e minor carico burocratico per chi possiede un negozio in un Comune montano, per chi avvia un'attività nelle Terre Alte, per chi vuole potenziare una piccola impresa, per chi apre una partita iva». 
 
Se è vero che nelle aree montane quando chiude una scuola chiude un Comune, quando chiude un negozio intere fasce di popolazione sono a rischio. «Per questo da una parte deve essere favorito l'e-commerce, anche partendo dai negozi esistenti - proseguono Vercellotti e Bussone - dall'altra vi devono essere supporti economici pubblici per la consegna dei prodotti agli anziani, anche grazie alla rete di volontariato o al servizio civile. Porta a porta, come fatto alcuni anni fa da diverse Comunità montane, con costi progettuali bassissimi, ma altissimi livelli di efficienza e miglioramento della qualità della vita della terza età». 
 
Poi un invito anche ai turisti e ai villeggianti. «Chi sceglie la montagna per sciare, per una ciaspolata, per una giornata di relax, non si porti da casa panino, acqua, salame, formaggio - scrive Uncem in una lettera aperta - si fermi a comprarli nel negozio della piazza del paese. Si fermi e pensi al grande valore del suo gesto. Non avere paura di 'salvare' un negozio, un bar, un paese. Così, solo comprando in valle, la montagna vivrà».