
Riceviamo e pubblichiamo dall'associazione culturale Identità Comune una riflessione sui servizi sanitari forniti dall'Asl sul territorio del Canavese e sul ruolo degli ospedali di Ivrea, Cuorgnè, Ciriè e Chivasso.
«È evidente che, da quando sono state unificate le ASL di Chivasso, Cirié ed Ivrea, si smantellano progressivamente i servizi dei nostri ospedali e i pazienti sono sempre più sbattuti da un territorio ad un altro, con trasferte gravose per loro e per i familiari che li assistono, con liste di attesa che si allungano, in un crescendo di disagi. Spesso le distanze sono notevoli e non coperte dal trasporto pubblico: pensiamo a chi deve andare dalla Valchiusella a Cirié o a Chivasso, dalla collina Chivassese a Cirié o a Ivrea, dalle Valli di Lanzo a Chivasso o a Ivrea: è assurdo passare davanti all’ospedale del proprio territorio per andare a curarsi in una struttura lontana e scomoda.
Questa situazione è paradossale perché da un lato si è enormemente dilatata la dimensione dell’amministrazione sanitaria e dall’altra l’amministrazione politica che dovrebbe tutelare i bisogni del cittadino e governare la risposta a queste esigenze è rimasta piccolissima: una sola ASL ma quasi 200 Comuni la cui capacità di incidere sulle scelte gestionali degli ospedali è praticamente nulla, proprio per l’esiguità delle loro dimensioni e del conseguente peso politico. Infatti di fronte allo smantellamento dei servizi ospedalieri, i sindaci altro non riescono a fare se non a protestare ma senza successo. Come può l’amministrazione politica del territorio avere invece il potere di ottenere un ospedale con tutti i servizi necessari? Il potere può derivare solo dal peso politico e dalle risorse finanziarie.
Per questo l’associazione Identità Comune sostiene da anni la necessità di avere Comuni di dimensioni pari al territorio che gravita intorno ad un servizio: in questo caso l’ospedale. Quindi un Comune per il bacino d’utenza dell’ospedale di Chivasso, uno per quello di Ivrea, uno per quello di Cuorgné e uno per quello di Cirié: non a caso questi territori corrispondono proprio alle aree omogenee individuate dalla Città metropolitana. Le dimensioni e i risparmi sui costi amministrativi (non solo comunali ma anche per il passaggio di gestioni dall’ASL a questi grandi Comuni) garantirebbero sia il peso politico sia le risorse per evitare ospedali a mezzo servizio come oggi».








