CANAVESE - Lunedi 8 novembre sciopero generale del comparto igiene ambientale: probabili disagi per la raccolta rifiuti

CANAVESE - Per il giorno 8 novembre 2021 è stato proclamato lo sciopero generale riguardante tutti i lavoratori del comparto igiene ambientale a cui si applica il contratto Utilitalia e FISE/Assoambiente. Potrebbero, quindi, verificarsi possibili disservizi nei giri di raccolta e, a tal fine, inseriamo qui di seguito alcune prestazioni indispensabili che rientrano tra i servizi garantiti.

Raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani ed assimilati pertinenti a:
utenze scolastiche
mense pubbliche e private di enti assistenziali
ospedali – case di cura – comunità terapeutiche (compreso lo spazzamento della viabilità interna)
ospizi, centri di accoglienza, orfanotrofi
stazioni ferroviarie, marittime, aeroportuali
caserme
carceri
Pulizia (spazzamento, raccolta dei rifiuti e lavaggio) di mercati
Trasporto, svuotamento dei mezzi di raccolta e trattamento negli impianti, comprese le discariche, dei rifiuti derivanti dalle prestazioni indispensabili e da altri mezzi eventualmente in servizio, avuto riguardo al personale strettamente necessario alla loro effettuazione e alle caratteristiche tecniche dell’impianto, con la salvaguardia dell’erogazione di energia elettrica e/o termica nei servizi a rete.
Servizio di pronto intervento da parte delle officine per l’assistenza ai mezzi ed ai macchinari in servizio.

«Occorre comprendere con chiarezza le ragioni dello sciopero ma, soprattutto, le pesanti condizioni che le associazioni datoriali hanno posto al tavolo della trattativa cercando di negare ai lavoratori il confronto su tutte le dinamiche aziendali per peggiorare unilateralmente le condizioni contrattuali per tutti - fanno sapere i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fiadel con un comunicato unitario - il vero obiettivo, dopo un’iniziale benevolenza nel periodo peggiore della pandemia, non è far crescere il settore come si legge spesso nei loro documenti ma è, solamente, tagliare il costo del lavoro ed eliminare la rappresentanza sindacale dei lavoratori e delle lavoratrici nella quotidianità aziendale. Ora sta allo sciopero generale del prossimo 8 novembre rimuovere i macigni pretestuosi che sono stati posti davanti al settore, alle 100.000 famiglie che di questo vivono e ai cittadini che ne avranno un danno». 

«Dobbiamo difendere il settore da chi vuole precarizzare il lavoro, da chi vuole il settore frantumato in migliaia di appalti con l’applicazione dei CCNL “pirata”, da chi vuole per sé solo la parte ricca del ciclo e lasciare al mercato senza regole la parte povera, ancor più impoverita dal mancato rinnovo del contratto nazionale scaduto da oltre 27 mesi. Vanno intensificate le assemblee e il confronto tra lavoratori per preparare al meglio lo sciopero e la mobilitazione futura, necessaria per salvaguardare le tutele che qualcuno vuole cancellare. Occorre esporre ai Sindaci e alle forze politiche locali le nostre idee per il settore e, in modo esplicito e concreto, raccontare della determinazione e della rabbia dei lavoratori che, quotidianamente, garantiscono il decoro alle nostre comunità, anche in tempi duri per il Paese, seppur senza aumenti economici da anni e senza garanzie sul proprio futuro. Il giorno dello sciopero non serve rimanere a casa ma occorre partecipare in massa ai tanti presidi unitari provinciali presso i comuni, le prefetture e le aziende e spiegare ai cittadini che i disagi che a loro arrechiamo sono necessari per il futuro di tante lavoratrici e tanti lavoratori e per quello delle città in cui vivono».