
«La vita mi ha portata ancora una volta all'ospedale di Ivrea, reparto oncologia. Si pronuncia questo nome con angoscia ed estrema sofferenza. Si entra tremando, si entra col cuore a pezzi. Si entra e... trovi un sorriso esperto e rassicurante. Il tuo primo contatto con chi si prenderà cura di te. Un'infermiera, una dottoressa. Parole pacate e professionalità estrema. Un ambiente a misura d'uomo.
Un salottino comune, le camere pulite, l'ambiente familiare. Si entra ed un po' per volta pensi che lì sei nel posto giusto. Un posto per guarire. Lasci la persona a te cara in buone mani e torni a trovarla quando vuoi, nessuno ti dice di andartene, anzi! Il carnevale fuori si prepara a vivere il momento della battaglia delle arance. Anche tu combatti una battaglia e vorresti vincere e salire sul carro con le mimose. Che sia benedetto anche quel luogo.
Allora perché vogliono chiudere e trasportare tutto a Torino? Perché chiudere i reparti che funzionano bene? Perché togliere ai malati un posto dove nonostante le sofferenze un poco si sentono a casa? Ennesima politica contorta dell'Italia che non apprezza e che taglia. Io, come familiare, con questa mia lettera vorrei denunciare quella che ritengo una ingiustizia. Si possono raccogliere firme perché il reparto continui ad esistere. Credo ci siano già alcune sottoscrizioni, perché non farne una anche sul web? Grazie per l'attenzione». Daniela Bozzello
Riceviamo e (volentieri) pubblichiamo questa lettera che ci ha spedito una nostra lettrice e che, più di ogni altro articolo, riassume quello che famiglie e pazienti stanno vivendo nel reparto di oncologia dell’ospedale d’Ivrea. Anche il carnevale si è fatto promotore di un messaggio a favore del reparto. A quel messaggio ha risposto l’assessore regionale alla sanità, Antonio Saitta (QUI LA SUA LETTERA). Prendiamo atto delle positive parole dell’assessore, ma, come da prassi quando si parla di sanità, siamo consapevoli che, purtroppo, le cose possono cambiare da un momento all’altro. Per questo motivo manterremo alta la “vigilanza” sulle sorti del reparto di oncologia. Pronti a promuovere anche una raccolta firme sul web se sarà necessario.








