
IVREA - Il settore Automotive ha un peso ancora molto rilevante nell’economia italiana ed anche nell’economia canavesana. Secondo Anfia (l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), la filiera dell’Automotive – definita sin dal 1946 l’industria delle industrie – con quasi 300.000 occupati diretti e 106 miliardi di euro di fatturato è un grande punto di forza dell’economia italiana. L’universo della componentistica è composto da 2.200 imprese che impiegano oltre 161.000 addetti e generano un fatturato di 45 miliardi di euro. Negli ultimi 25 anni i volumi di autoveicoli prodotti in Italia hanno tuttavia subito un continuo declino (da oltre 1,8 milioni nel 1997 a 700.000 unità nel 2021) a favore di paesi esteri caratterizzati da una maggiore attrattività.
Oggi il settore della mobilità deve confrontarsi con la doppia transizione «green» e digitale, che per un paese manifatturiero come il nostro rappresenta una straordinaria opportunità, ma potenzialmente anche una minaccia. Il progetto di elettrificazione annunciato nel piano europeo (che prevede entro il 2035 lo stop alla vendita di nuove auto ed entro il 2040 dei furgoni che producono emissioni di carbonio), pur condivisibile nei suoi obiettivi, ha suscitato numerose reazioni concordi sul fatto che senza un principio di neutralità tecnologica e la definizione di un piano industriale coordinato a livello nazionale, l’Italia rischia la perdita di una parte consistente della produzione locale di autoveicoli, componentistica e servizi correlati. Più nel dettaglio, le stime per l’Italia (Anfia-Clepa-PWC) considerano che la misura, senza interventi, porterebbe a una perdita di circa 73.000 posti di lavoro, di cui 63.000 nel periodo 2025-2030.
Associazioni di categoria e sindacati hanno più volte esternato la necessità di dotare l’Italia di un piano industriale dedicato al settore dell’Automotive, i vari appelli non sono però stati accolti con la giusta attenzione da chi governa il nostro Paese. «Si sente soprattutto la mancanza di misure di sostegno che dovrebbero invece accompagnare la transizione produttiva e misure che incoraggino e incentivino attività di ricerca, e sviluppo, oggi assolutamente vitali per consentire all’Italia di rimanere in competizione con gli altri Paesi europei», dichiara Patrizia Paglia, presidente di Confindustria Canavese.
«In Piemonte tutta la filiera dell’auto può giocare un ruolo chiave anche a livello internazionale nella transizione verso la mobilità sostenibile, senza dimenticare l’importante contributo dell’industria dei veicoli industriali, dei treni, delle macchine agricole e dei velivoli - aggiunge la Paglia - in questo ambito anche il Canavese può giocare un ruolo da protagonista in quanto moltissime aziende del territorio operano nel comparto automotive costituendo una vera e propria eccellenza della nostra economia. Per questo motivo guardiamo alla transizione ecologica con grande preoccupazione: il Canavese, ad esempio, è leader nazionale nella lavorazione dell’acciaio, componente fondamentale nel comparto automobilistico, pertanto, molte nostre aziende saranno coinvolte direttamente in questa trasformazione».
Al fine di scongiurare la deindustrializzazione del sistema economico piemontese, Unione Industriali di Torino, Confindustria Canavese e API Torino, hanno portato all’attenzione dell’assessore alle Attività produttive della Regione Piemonte, Andrea Tronzano, una serie di proposte volte a favorire il rilancio e lo sviluppo del settore. Le priorità di azione sono state declinate in tre principali linee d'intervento: rinnovare il parco auto circolante italiano (UNRAE stima che il 27% di circa 39 milioni di autovetture rientrino nelle classi euro 0-1-2-3) a favore di veicoli a zero emissioni; investire e innovare per produrre in Italia i veicoli di domani e i loro componenti; sostenere le imprese in difficoltà e tutelare il lavoro.
Dopo questo passaggio, l’Assessore Tronzano, con l’obiettivo di elaborare un progetto per la mobilità ecologica da realizzare con i fondi del Pnrr, ha deciso di costituire un tavolo dell’automotive regionale, al quale partecipano Unione Industriale, Confindustria Canavese, Api, Camera di commercio, Anfia e Stellantis. Un tavolo in cui ciascun partecipante ha un ruolo strategico: da Stellantis, che assume il ruolo di capofila, alla Regione che ha invece l’incarico di sburocratizzare le procedure e di avviare interventi ad hoc, come ad esempio la messa a disposizione di temporary manager per supportare gli imprenditori nella transizione. Una squadra coesa che lavora per un importante obiettivo comune. Il tavolo è al lavoro per sviluppare e dettagliare le varie misure utili allo sviluppo del comparto e per renderle idonee alla partecipazione ai vari bandi dedicati al settore.
Nel frattempo, anche il Governo ha annunciato nuovi interventi. Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha infatti dichiarato che è in via di definizione a un programma contenente proposte concrete per sostenere il settore dell'automotive nella transizione verso l’elettrico. L’auspicio è che il Governo riesca a elaborare al più presto una strategia di sostegno completa e ben articolata, poiché il settore ne ha un grande bisogno.








