CANAVESE - L'ex provincia è senza soldi: la vegetazione si «mangia» strade e segnaletica. Sindaci furenti
Condizioni «pietose» della manutenzione stradale in Canavese sulla viabilità di competenza della Città Metropolitana. Basta dare un'occhiata alle numerose provinciali della zona, ormai invase dalla vegetazione. Spariscono persino i cartelli stradali. Dopo aver sollecitato i responsabili tecnici, e pur avendo avuto assicurazione di un intervento a breve (che non c'è stato), il sindaco di Bollengo, Luigi Sergio Ricca, ha deciso di non poter aspettare oltre, per limitare la pericolosità della situazione che si è creata per la totale assenza di manutenzione. 
 
«Un’assenza di interventi che non può neanche imputarsi alla sola neo sindaca di Torino e quindi, per legge, anche sindaca metropolitana - dichiara il sindaco Ricca - da tempo infatti la manutenzione è assolutamente carente. Non si capisce come la Città metropolitana abbia potuto ridursi a questi livelli: c’è stata certamente una forte penalizzazione di risorse, ma non tale da giustificare da sola la disastrosa situazione attuale. Le condizioni delle strade oggi sono tali da non garantire assolutamente, in alcune realtà, la sicurezza per l’utenza. Ricevo da giorni segnalazioni dagli utenti che non posso ignorare».
 
In alcuni punti critici, nei giorni scorsi, anzichè tagliare l'erba in eccesso, si è preferito passare con il diserbante. Un sistema forse nemmeno troppo sicuro per la salute delle persone che vivono a ridosso delle provinciali e che, a quanto pare, non ha sortito nemmeno grossi effetti. Alla fine i Comuni saranno costretti (come al solito) a fare da soli. «Ho disposto un intervento sostitutivo, con il taglio dell’erba almeno nei tratti più a rischio, in attesa dell’intervento della Città Metropolitana - conferma Ricca per quel che riguarda Bollengo - questo, però, non avverrà più in futuro: di fronte a situazioni come l’attuale segnaleremo lo stato di pericolosità alle autorità competenti. Deve essere ben chiaro che i Comuni, anch’essi fortemente penalizzati dalla riduzione drastica di risorse, non possono farsi carico di nessun onere aggiuntivo che compete invece ad altri».