
CANAVESE - Che il decreto di Natale che impone lo stop agli spostamenti anche tra Comuni sia pieno di incongruenze ormai è cosa nota. Ma ci sono persone che, in Canavese, questa incongruenza la pagheranno il doppio, almeno in termini teorici. Sono, oltre agli abitanti dei piccoli paesi di montagna, i residenti di San Francesco Benne ad Oglianico e di San Giovanni a Castellamonte. Due frazioni che, per un'anomala cartografia comunale, oggi si trovano distanti dal Comune capoluogo e, per giunta, con il territorio circondato da altri Comuni.
Esempio lampante: il giorno di Natale, gli abitanti di San Francesco Benne non potranno assistere alla Messa nella chiesa parrocchiale del proprio Comune, Oglianico, perchè la frazione si trova «circondata» dal territorio di Favria, Oglianico e Front. E non ci sono strade che possano permettergli di raggiungere il capoluogo senza passare da un altro Comune. Quindi, per regola, il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio, i residenti di San Francesco Benne saranno «confinati» in frazione. E lo stesso vale per i residenti di San Giovanni Canavese, impossibilitati a raggiungere Castellamonte perchè "circondati" da Strambinello, Baldissero, Torre e San Martino.
Nei giorni scorsi, sulle disparità dell'ultimo Dpcm in tema di spostamenti, anche l'Uncem ha chiesto al Governo chiarimenti e buon senso, in relazione ai paesi di montagna, «affinché non si penalizzi chi vive in un borgo alpino. Bloccare le persone nei paesi comporta una disparità di trattamento rispetto a chi vive nelle città». E proprio ieri il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha chiesto al premier Conte una deroga per le famiglie (link sotto). Al momento dal Governo nessuna risposta.











