
Via libera dall’Unione europea al riconoscimento I.G.P. - Indicazione geografica protetta - per la carne di “Vitellone Piemontese della coscia”, fortemente sostenuto dagli allevatori della Coldiretti, sin dal 2009, quando è partito l’iter. La tutela comunitaria è avvenuta con la pubblicazione della domanda di registrazione nella Gazzetta Ufficiale UE, serie C, del 23 dicembre 2016.
«Per la più importante razza bovina da carne italiana per consistenza numerica si aprono ora straordinarie occasioni di valorizzazione e di tutela – afferma Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino – il riconoscimento di uno straordinario patrimonio del Made in Italy le cui qualità sono conosciute e apprezzate in tutto il mondo è stato ottenuto grazie all’impegno di Coldiretti e delle Istituzioni come Regione Piemonte, Ministero delle Politiche agricole e Commissione Europea. Con l’Igp viene difesa una tradizione alimentare e un patrimonio unico del Made in Italy dal punto di vista della biodiversità, dell’ambiente e dell’economia».
Sono 6.000 le aziende impegnate nell’allevamento, sia tradizionale sia legato al pascolamento in alpeggio garantendo, così, il presidio delle montagne e dei territori svantaggiati. In Piemonte è presente il 97 per cento dell’intera popolazione italiana di Razza Piemontese, di cui il 25% allevato nella Provincia di Torino. Canavese compreso. Michele Mellano, direttore di Coldiretti Torino, afferma: «La razza bovina piemontese conta oltre 350 mila capi, fra cui 185.000 vacche, 45.000 vitelli, 100.000 vitelloni, 3.000 castrati, 1.500 manzi e 500 buoi. Annualmente sono impiegati 15 mila addetti per un fatturato che, per il solo allevamento, vale 500 milioni di euro e, per l’intera filiera, comprendente la logistica, il trasporto, la mangimistica, la macellazione e il sezionamento, raggiunge il miliardo e 30 milioni di euro».
L’Indicazione geografica protetta “Vitellone Piemontese della coscia” è riservata alle carni ottenute dalla macellazione di bovini maschi e femmine di razza Piemontese iscritti al relativo Libro genealogico o figli di genitori entrambi iscritti al Libro genealogico, di età superiore a 12 mesi, allevati e ingrassati, dallo svezzamento alla macellazione. «La carne sarà riconoscibile – conclude Fabrizio Galliati – dall’etichetta che contiene la denominazione Vitellone Piemontese della coscia».








