CANAVESE - «I soldi del pedaggio autostradale restino ai Comuni montani»: la proposta dell'Uncem Piemonte

L'aumento del gettito del pedaggio delle autostrade ancora una volta finisce per ignorare e penalizzare il territorio, i pendolari e i flussi turistici. L’Uncem rilancia la sfida ai concessionari delle autostrade, affinché prevedano un adeguato ritorno economico per le aree sulle quali insistono grandi opere viarie. Una compensazione necessaria, a fronte degli importanti utili per le aziende che gestiscono le autostrade, in particolare nelle aree montane del Piemonte. Tra queste anche quella attraversata in Canavese dalla Torino-Aosta A5, per 8 chilometri (da Quassolo a Carema). L'Uncem ha previsto un'iniziativa a tema il prossimo 15 settembre proprio in Canavese, in particolare a Quincinetto.

«Al pari del prelievo dell’acqua potabile dalle Terre Alte, dei canoni per l’escavazione e per le cave, è necessario impostare dei ritorni economici stabili per l’insistenza delle grandi infrastrutture nelle aree alpine», dicono dall'Uncem Piemonte. Uncem vuole aprire un dialogo con le concessionarie che gestiscono valichi alpini e autostrade. Una minima parte dei loro utili deve essere destinata alle comunità locali. Alcuni amministratori hanno proposto anni fa di destinare parte del pedaggio al territorio montano. Una percentuale da concordare, da destinare a interventi ambientali e per lo sviluppo. Questo permetterebbe migliore vivibilità, maggiore sussidiarietà tra imprese, enti locali e cittadini residenti nei Comuni di tutte le aree montane piemontesi e italiane attraversate da autostrade. Servono una gestione razionale e sicura dei trasporti nel contesto di una rete integrata, coordinata e transfrontaliera.

«Nella versione finale dello sblocca Italia, all'articolo 3 che prorogava le concessioni autostradali era passato un mio emendamento che stabiliva che una percentuale dei proventi aggiuntivi dalle stesse concessioni andasse a finanziare il fondo Montagna previsto dalla legge 97/94. Poi le proroghe sono saltate, ma il modello ha già un precedente legislativo». Così l'onorevole Enrico Borghi, presidente nazionale Uncem, in merito al ruolo dei territori ove insistono gli assi autostradali e alla necessità di prevedere una compartecipazione degli Enti locali agli utili dei Concessionari. «Il tema è decisivo - prosegue Borghi - e va posto con massima determinazione. Le basi legislative vanno riprese e la politica deve fare la sua parte. Il Piemonte può aprire un percorso importante a valere per tutto il Paese. Massimo impegno da parte mia per garantire ai territori una percentuale delle tariffe dei pedaggi, così a garantire risorse per lo sviluppo locale».