
Più di 700 mila euro di multa per la differenziata scadente. Una trentina i Comuni che la Città metropolitana, in base alla legge regionale, ha sanzionato per il mancato raggiungimento delle percentuali di raccolta rifiuti negli anni 2012, 2013 e 2014. Sono 28 i Comuni del Canavese multati (nella tabella sotto i Comuni e i relativi importi). Ovviamente ci sarà molto da discutere sulle sanzioni: in alcuni di questi paesi, infatti, negli anni presi in esame, non era nemmeno attiva la raccolta differenziata. E non certo per «colpa» dei cittadini. Il Comune più sanzionato è Forno Canavese (134 mila euro di multa), seguito a ruota da Bosconero, Feletto, Rivara, Ozegna, Sparone, Borgiallo, Pratiglione.
«La Città metropolitana di Torino è a disposizione dei Comuni che hanno ricevuto la sanzione: con i nostri uffici, i Comuni possono verificare la correttezza del provvedimento e presentare segnalazioni su casi particolari di cui il nostro ente può non essere a conoscenza e che che possono far venire meno la sanzione, come è già accaduto per numerosi Comuni a cui era stato contestato il mancato raggiungimento degli obiettivi per l'anno 2011». Così il vicesindaco metropolitano Marco Marocco è intervenuto oggi sulla segnalazione di alcuni consiglieri regionali in merito alle sanzioni.
«Ci tengo a chiarire - aggiunge Marocco - che le sanzioni sono un atto dovuto sulla base della legge della Regione Piemonte 24 del 2002 che fa espresso riferimento a tutti i Comuni che non raggiungono gli obiettivi di raccolta differenziata fissati dalla normativa nazionale e recepiti da quella regionale. Si tratta del 60% del totale nell'anno 2012 e del 65% nell'anno 2013». Non è la prima volta che la Città metropolitana, e prima la Provincia di Torino, sanziona i Comuni che non hanno raggiunto i livelli di raccolta differenziata fissata per legge.
«Va detto - aggiunge Marocco - che molti Comuni del territorio metropolitano hanno raggiunto e superato il 65% di raccolta differenziata, obiettivo vigente, mediante sistemi domiciliari di raccolta, il cosiddetto porta a porta; in diverse realtà sono utilizzati sistemi stradali, o di prossimità, ma attuati attraverso attrezzature riconoscibili e controllabili, come ad esempio i sacchetti con Rfid». Marocco conclude ribadendo l'assoluta disponibilità della Città metropolitana «a verificare con i Comuni le situazioni caso per caso, applicando la legge ma senza alcuna volontà vessatoria».












