CANAVESE - «Dal Governo nessuna scheda per segnalare criticità sulla viabilità»

Polemica tra i Comuni di montagna e il Governo sulla possibilità di schedare tutti gli interventi urgenti sulla viabilità e le infrastrutture dopo il crollo del ponte Morandi di Genova. L'Uncem, l'unione dei Comuni montani, informa che in molte regioni, Piemonte compreso, dal Ministero non sono arrivate comunicazioni ufficiali. «Un rilevamento delle opere pubbliche e infrastrutturali necessarie nei Comuni? Ci dicano sia stato avviato dal Ministero, il Mit, tramite i Provveditorati regionali, per nuovi interventi e manutenzioni. Un bel censimento. Eppure a oggi, nessuna comunicazione è arrivata agli Enti locali in moltissime Regioni - dice il presidente nazionale Marco Bussone - penso al Piemonte ad esempio, dove i piccoli Comuni non hanno ricevuto richieste di schedature. E se le riceveranno nei prossimi giorni quanto tempo avranno per rispondere? Se la scadenza è assurdamente il 30 agosto, i Sindaci disporranno di soli cinque giorni utili lavorativi. Veramente incredibile».

Secondo Uncem, gli uffici tecnici non hanno personale a sufficienza, anche se riuniti. «Almeno ci potrebbero dire quante risorse sono disponibili, quanti miliardi di pareggio di bilancio per investimenti e infrastrutture potranno essere sbloccati. Negli ultimi due anni, molto è stato possibile grazie alle aperture dei vincoli da parte di Governo e Regioni».

«I rapporti e le comunicazioni di questi giorni tra Ministero delle Infrastrutture e Comuni non sono efficaci. Gli Enti locali di molte Regioni italiane non hanno ancora ricevuto l'annunciata lettera che chiede ai Sindaci di segnalare, entro il 30 agosto, strade, ponti, dighe e altre infrastrutture 'non sicure', che necessitano di manutenzione urgente o di sostituzione. Un monitoraggio che andava condiviso con le associazioni degli Enti locali, con maggior tempo a disposizione e l'indicazione chiara degli obiettivi. Cioé quante risorse sono disponibili e quali siano le priorità che il Paese si dà, anche a seguito della tragedia di Genova».

«Ora bisogna permettere ai Comuni di spendere tutti gli avanzi bloccati dal patto di stabilità introdotto otto anni fa e poi allentato grazie alle modifiche apportate alla contabilità pubblica con il pareggio di bilancio. Inoltre, un lavoro fondamentale può essere svolto dalle Regioni con le Unioni di Comuni e le Comunità montane, che già fanno centrale unica di committenza e progettazioni, appalti e affidamenti, sono i responsabili dei procedimenti. In tempi ovviamente ragionevoli, definiti, consentendo una necessaria pianificazione ragionata. Programmare è un imperativo degli Enti locali e nostro. Ma servono supporti e coordinamento».