
CANAVESE - «Il Piemonte garantisca ai pazienti le cure a base di cannabis. Attualmente dipende dall'Istituto farmaceutico militare di Firenze e dall'estero, con il risultato che i malati sono rimasti senza i farmaci, bloccati in dogana da gennaio». Lo chiede con una interrogazione in Regione il capogruppo di Luv, Marco Grimaldi, che sollecita un intervento con la creazione di una Docg per la canapa, che il Piemonte potrebbe tornare a produrre come faceva a inizio '900. E in questo caso il territorio del Canavese sarebbe tra i primi candidati alla produzione.
«La situazione è molto grave non possiamo spingere pazienti gravi, e i loro famigliari, a scegliere tra la cura e il sollievo dal proprio dolore e l’illegalità: per ovviare al mancato approvvigionamento di canapa medica dobbiamo spingere i cittadini a coltivarsela per conto proprio a loro rischio e pericolo o, peggio, chiedere al proprio nipote di reperirla da amici?». Nel 2015 Grimaldi fu il primo firmatario della legge regionale che riconobbe il diritto alle cure a base di cannabis e principi attivi cannabinoidi. Buona parte di quella legge è ancora lettera morta.
«Serve una Denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) per la Canapa piemontese - aggiunge il consigliere regionale - da Carmagnola al Canavese possiamo tornare ad essere terra di canapa come agli inizi del '900, quando l’Italia coltivava quasi 100 mila ettari di canapa industriale, secondo maggior produttore al mondo».








