CANAVESE - Banda ultralarga: il territorio è in grave ritardo

Un workshop per capire lo stato dell'arte del territorio Canavesano e Piemontese e come recuperare il digital divide per centrare gli obiettivi del 2020. Confindustria Canavese, Confindustria Piemonte, Anci Piemonte, Uncem e l'Agenzia per lo Sviluppo del Canavese, hanno organizzato a Colleretto Giacosa il convegno "La banda ultralarga e l'Agenda Digitale della Regione Piemonte. Impatto e prospettive per il territorio e il sistema produttivo". E insieme, imprese ed Enti locali, hanno lanciato l'appello alle istituzioni, Stato, Regione, Città Metropolitana, tutte le Province: "Fate presto. Sulla banda ultralarga non abbiamo più tempo da perdere. La burocrazia non rallenti lo sviluppo dei territori e la lotta con il digital divide".
 
In coerenza con gli obiettivi dettati dall'Agenda digitale europea, da conseguire entro il 2020, l'85% della popolazione italiana dovrà essere raggiunta da una copertura di almeno 100Mbps mentre una copertura di almeno 30 Mbps dovrà essere garantita alla totalità della popolazione. Ma dal sito Infratel emerge che ad oggi ancora il 54% della popolazione piemontese non dispone di una connettività minima di 30 mbps.

"Un'infrastruttura di connettività veloce - spiega Fabrizio Gea di Confindustria Digitale - è uno dei principali driver per la competitività delle nostre imprese e per lo sviluppo economico e sociale dei nostri territori. Dalla digitalizzazione dei processi e dei servizi per l'Industria 4.0, ai rapporti tra i cittadini e la pubblica amministrazione, all'infotainment la necessità di internet veloce è irrinunciabile come lo sono strade, autostrade, ferrovie e come lo è l'energia elettrica. Nel convegno di ieri abbiamo sottolineato l'importanza di questa infrastruttura per lo sviluppo del nostro territorio, abbiamo fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori per le nostre imprese e per i nostri Comuni, abbiamo condiviso la necessità di mantenere un osservatorio costante su questo tema".

"Troppo ritardo, troppo - afferma Marco Bussone, Presidente Uncem - Enti che dovrebbero dare le autorizzazioni agli scavi e alla posa dell'infrastruttura invece perdono tempo non dandole. È pazzesco. Burocrazia eccessiva e criticità causate da chi forse non ha capito che i 285 milioni di euro che vengono investiti con la Banda ultralarga nelle aree bianche del Piemonte, interne e montane, sono decisivi per accorciare disuguaglianze e limitare sperequazioni. Serve un'accelerazione. I cantieri devono essere sbloccati e la Regione deve essere forte, imporre tempi ridotti, sbloccare la situazione. Altrimenti passeremo come Uncem alla mobilitazione".

«La diffusione capillare della banda ultralarga – ha spiegato nel suo saluto introduttivo la Presidente di Confindustria Canavese, Patrizia Paglia - è un fattore determinante per la competitività delle nostre imprese. L’automatizzazione dei processi, la digitalizzazione delle informazioni, la connettività veloce e sicura, sono oggi condizioni essenziali per rispondere ai bisogni economici ma anche sociali e amministrativi di un territorio come quello piemontese, da sempre identificato come importante distretto industriale manifatturiero a livello italiano e internazionale. Occorre quindi che le infrastrutture immateriali siano tra i primi posti dell’agenda di sviluppo del Piemonte e serve un piano di lavoro pratico, strategico e di prospettiva, che sia la sintesi delle esigenze di tutti, e che generi un valore tangibile ed esportabile».