CANAVESE - 20 milioni di ristori per montagna e comparto neve: via libera del Consiglio regionale

TORINO - Approvata dal Consiglio regionale la delibera presentata dalla Giunta per lo stanziamento di oltre 20 milioni di euro di contributi a fondo perduto al comparto neve e turismo montano attingendo a risorse del decreto Ristori nazionale. L'assessore al Turismo e Commercio Vittoria Poggio ha precisato che «su questa deliberazione urgente, votata dalla Giunta a fine dicembre per rispettare le scadenze, pena il ritorno della somma allo Stato, abbiamo però scelto la strada della ratifica del Consiglio in modo da garantire la massima certezza sulla regolarità della procedura e segnare la volontà politica di condividere il provvedimento con i consiglieri».

Nella delibera non vengono identificati puntualmente i beneficiari delle risorse, ma si individuano una cornice di codici Ateco generali che saranno approfonditi in Commissione per stabilire l'ammontare dei bonus spettanti a ciascuna categoria, in considerazione anche di quelli che saranno i ristori concessi dal Governo. Sarà quindi ancora possibile aggiungere altre categorie, purché attinenti ai settori interessati. La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, potrà poi definire nel dettaglio le quote di riparto e i criteri di individuazione tra i beneficiari (con i relativi codici Ateco). Tra questi, la collocazione in Comuni montani, l’altimetria e la densità di popolazione e le sedi delle attività economiche.

Come dichiarato dal presidente Alberto Cirio, «possiamo procedere a ristorare le attività particolarmente colpite da lockdown nel periodo natalizio: è il caso dei maestri di sci, a cui erogheremo un bonus di 2.000 euro». Tra i destinatari figureranno anche i gestori degli impianti di risalita o fondo che garantiscono l’eventuale riapertura degli impianti qualora possibile, gli esercizi commerciali di vendita al dettaglio di abbigliamento, le attività di noleggio e leasing di articoli sportivi e per il tempo libero, i ristoranti e le attività di ristorazione mobile, le agenzie di viaggio e tour operator, i club sportivi iscritti alla Federazione italiana sport invernali, e attività ricettive alberghiere ed extra-alberghiere, i negozi all'interno dei centri commerciali soggetti a chiusura, le attività ricreative e di trasporto turistico.

«I Comuni di montagna - commenta il vicepresidente di Uncem Piemonte, Igor De Santis - sono abituati a grandi sfide con poche risorse ma, in un momento così delicato e difficile, si ha la necessità di provvedimenti e aiuti per le attività e per le persone che abitano, vivono e di conseguenza curano le nostre terre. Senza aiuti concreti, alla continua lotta con la demografia per evitare l’abbandono di valli e monti, sommiamo il rischio di chiusure, perdite di attività e una nuova spinta allo spopolamento. Sono rischi concreti che richiedono altrettanti sforzi, non solo dialettici, ben vengano iniziative come questa, linfa vitale per una montagna che si trova in ginocchio a causa delle chiusure e restrizioni nazionali».