BORGARO - La crisi del Cic mette a rischio «In Famiglia»
La crisi del Cic, il Consorzio informatico Canavesano, mette in difficoltà il progetto «In famiglia», promosso dal Comune di Borgaro. Un unico portale che permette agli utenti di stampare certificati anagrafici, pagare tasse e tributi, iscrivere i propri figli a scuola e prenotare visite specialistiche da casa e con un semplice click. Il portale, fin qui sperimentato su una cinquantina di nuclei famigliari, adess è a rischio per la messa in liquidazione del Cic. 
 
La vicenda è approdata in consiglio comunale grazie a un interventi del consigliere del Movimento 5 Stelle, Cinzia Tortola: «Visto che le spese del servizio, messe a bilancio nel 2014 erano di 30 mila euro e nel 2015 e 2016 di 5 mila ci chiediamo se proseguirà e chi pagherà le spese». Il sindaco, Claudio Gambino, ha rassicurato: «In Famiglia è un progetto importante e spendibile che proseguirà di certo o ceduto come ramo d’azienda o direttamente dal consorzio. Ho avuto rassicurazioni di una risposta entro settembre. Se così non fosse, cercheremo attraverso un’azione legale di poterlo gestire direttamente». 
 
Anche perché il Comune di Borgaro vorrebbe estenderlo ad almeno 300 famiglie ed è un progetto che interessa tutti i Comuni dell’Unione Net. Il cittadino si autentica sul portale e accede a uno spazio web dove sono compresi anche gli altri componenti della famiglia. Il programma crea un account e una password che consente all’utente di muoversi tra le varie banche dati e di usufruire di dati, informazioni e addirittura certificati, grazie al timbro digitale riconosciuto dal Ministero.