
Una nuova centrale elettrica a biomasse? No grazie. A respingere con forza il progetto è il Comune di Borgaro dopo che qualche mese fa la Provincia ne ha autorizzato la realizzazione. A beneficiare dell’autorizzazione è la Cogenpower, società borgarese, fondata dal figlio dell’ex sindaco e senatore della Margherita, Giuseppe Vallone, specializzata in teleriscaldamento. Il nuovo impianto dovrebbe sorgere vicino a quello già esistente, su un terreno agricolo, quasi di fronte all’impianto di compostaggio (oggi stazione di transfer) sulla strada che collega il capoluogo a Mappano.
Ma l’amministrazione guidata dal sindaco, Claudio Gambino non ci sta: «Abbiamo partecipato ad un tavolo tecnico e l’allora primo cittadino, Vincenzo Barrea, non solo ha detto “no”, ma ha pure spiegato la nostra posizione. Una posizione che la Provincia, evidentemente ha scelto di non considerare minimamente». Due sono principalmente i motivi del diniego del Comune: «Ci sono studi che affermano che queste centrali sono perfettamente sicure – spiega il sindaco – e altri che affermano l’esatto contrario per i fumi potenzialmente pericolosi che contengono diossine. Resta, comunque, il fatto che una struttura simile, con un impatto importante sulla città, non può passare in questo modo, sulla testa del Comune e dei cittadini».
Ecco perché Borgaro ha deciso di passare all’attacco: «Cercheremo ancora di parlare con la Provincia - prosegue Gambino - nonostante la situazione di commissariamento, e di aprire un tavolo di discussione, che possa coinvolgere le forze politiche, la società interessata e la cittadinanza. In quell’occasione Cogenpower dovrà tentare di convicerci. Questo territorio, dal punto di vista ambientale, ha già dato». Inutile ricordare la vicenda del Compost che tanti problemi ha creato e che ancora non è totalmente chiusa.








