
Dopo l’ennesimo episodio di minacce, a Borgaro scatta violenta e decisa la protesta. Il problema? Il solito che esiste ormai da 20 anni: la difficile convivenza sulla navetta 69 di Gtt tra utenti e nomadi del campo di strada Aeroporto. Negli anni, da Borgaro sono partite decine di lettere e richieste a Torino affinchè la linea diventasse sicura. Nei mesi scorsi è perfino sorto un comitato di giovani che ha richiesto iniziative e fatto volantinaggi e a settembre, dopo una serie di incontri con l’assessore Claudio Lubatti di Torino e la polizia municipale subalpina è nata l’iniziativa “linea sicura” anche in collaborazione con Gtt: due vigili del nucleo nomadi ogni giorno a bordo della navetta della paura, nelle ore di punta, e due controllori.
Il problema è che la sperimentazione è durata solo due settimane. Ora che i controlli sono random, i disagi sono tornati. Ieri pomeriggio (nella foto) dopo il tam tam su Facebook, il sindaco, Claudio Gambino e l’assessore Luigi Spinelli hanno ricevuto in municipio una rappresentanza di cittadini (circa una cinquantina di persone) esasperati dopo i fatti degli ultimi giorni. A denunciare l’insostenibile situazione, Pietro Bisco, padre di due ragazze di 13 e 16 anni (e tra l’altro dipendente Gtt) le cui figlie sono state molestate e minacciate lunedì scorso.
«Tornavano da scuola quando due ragazzine rom si sono avvicinate – racconta – volevano il cellulare di una delle mie figlie. Lei ovviamente ha rifiutato di darlo e quindi hanno cominciato a chiedere il giubbotto e perfino lo zaino con tutti i libri. Al loro rifiuto ha cominciato a minacciarle di sputar loro addosso. Poi finalmente hanno desistito, ma la situazione è intollerabile. Noi genitori non possiamo pagare tra i 250 e i 450 euro di abbonamento per poi dover recuperare continuamente i nostri figli costretti da chi non paga neppure il biglietto, a scendere dal pullman».
Sputi, insulti, capelli bruciati e ciocche tagliate, bibite e yogurt lanciati contro le persone, su quella linea sono ormai all’ordine del giorno. E, le molestie e le minacce non riguardano solo gli studenti. Anche le persone anziane sono quotidianamente prese di mira. «La situazione ormai è esplosiva – dice il sindaco - i borgaresi di questa situazione non ne possono più. Ormai sono al capolinea. In una condizione del genere non so cosa potrebbe succedere. Io non posso garantire più nulla ormai. Poi non mi si venga a dire che non l’avevo detto e pure più volte. Dico che non può essere tollerabile che esistano porti franchi. Le istituzioni hanno il dovere di tutelare i cittadini. Gtt deve garantire viaggi sicuri a chi paga fior di abbonamenti. Militarizzare come è stato fatto per due settimane, una linea di trasporto pubblico, è assurdo, ma se sarà necessario siamo pronti a inserire su quella navetta le guardie giurate. Oggi, lo ripeto, la situazione è esplosiva».
Ieri Gambino ha subito chiamato in causa l’assessore Lubatti e chiesto un incontro al prefetto previsto per l’11 novembre. Oggi il sindaco si rivolgerà anche al questore perché ormai il problema è di ordine pubblico. Borgaro ha già avanzato alcune proposte: spostare il capolinea da via Stampini a piazza Stampalia e addirittura ha richiesto una nuova linea solo per Borgaro che non fermi in strada Aeroporto. «E’ l’unica soluzione possibile – conclude Spinelli. – Due navette: una si ferma in via Bellacomba, mentre l’altra arriva direttamente a Borgaro senza effettuare la fermata di strada Aeroporto». Poi il sindaco lancia l'ultimo appello: «Coinvolgano le associazioni che si occupano di nomadi affinchè facciano da intermediari e ci aiutino a risolvere una situazione che ormai non è più tollerabile».








