
BOLLENGO - Dopo aver sottoscritto lo scorso mese la proposta di legge di iniziativa popolare avanzata dal Sindaco di Stazzema contro la propaganda fascista e nazista, il sindaco di Bollengo proporrà al Consiglio Comunale la concessione della Cittadinanza Onoraria ad un personaggio torinese che ha fatto della militanza antifascista l'impegno della sua lunga vita. Si tratta di Bruno Segre, classe 1918, attuale Presidente della Federazione provinciale ANPPIA l'Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti. La proposta vuole essere il riconoscimento alla persona ed al suo impegno che dura da una vita, ma anche il segno che dà il senso alla ricorrenza: quello di non smettere di fare memoria.
«In tempi nei quali figure come la giovane Anna Frank e l'anziana Liliana Segre vengono derise ed offese sui social, per la loro ebraicità, per quello che esse rappresentano, e quindi con la loro presunta razza, non si può abbassare la guardia, servono azioni di sensibilizzazione culturale e civica contro il razzismo e la xenofobia, contro ogni discriminazione. Servono esempi cui ispirarsi per non ricadere negli stessi errori del passato. E la figura di Bruno Segre mi è sembrato un bell'esempio da far conoscere anche alle nostre Comunità, e mi auguro che il Consiglio comunale di Bollengo possa accogliere all'unanimità la proposta», dice il sindaco Ricca.
Bruno Segre nasce a Torino il 4 settembre 1918, da un matrimonio misto (padre ebreo, madre cattolica). Laureato nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Torino nel 1940, viene arrestato una prima volta per disfattismo politico nell'inverno del 1942, rimanendo tre mesi in carcere. Inizia poi l'attività di giornalista e nel settembre del 1944 viene nuovamente arrestato, dopo una sparatoria dalla quale esce salvo grazie al suo portasigarette metallico. Descrisse la sua esperienza di detenuto antifascista nel libro “Quelli di via Asti”. Divenne poi Partigiano nella 1^ Divisione alpina “Giustizia e Libertà”, partecipando alla liberazione di Caraglio. Nel dopoguerra riprende l'attività di giornalista, poi diventa procuratore legale, specializzandosi tra l'altro nel diritto civile di famiglia, e contribuisce attivamente all'introduzione del divorzio nella legislazione italiana.
Consigliere comunale della Città di Torino dal 1975 al 1980 per il Partito Socialista, pioniere della cremazione, per 40 anni presiede la Federazione delle Socrem. Presiede poi l'Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” di cui dirige la rivista “Libero Pensiero”, attualmente essendone Presidente onorario.








