BOLLENGO - Cittadinanza onoraria a tre importanti persone

BOLLENGO - Il Consiglio del Comune di Bollengo ha programmato per il prossimo 2 giugno, nella sala della Nuova Torre, la cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria, che a causa dell'emergenza Covid era stata sospesa e rimandata. 
L'evento ha come protagonisti i tre cittadini Graziella Ardizzone, Federica Burbatti e Bruno Segre. 

Graziella Ardizzone, torinese, laureata in Lettere e in Medicina, ha lavorato per 30 anni come chirurgo alle Molinette di Torino, dove si è occupata – come responsabile – della colonia felina che viveva, e vive tuttora, nei cortili e nei giardini della struttura nosocomiale. La cittadina onoraria è autrice di romanzi di diverso genere, i gialli e i polizieschi hanno come protagonisti i gatti, mentre il romanzo "Non si rubano le fragole" racconta la storia di tre cuginette sullo sfondo della seconda guerra mondiale. 
Oggi la scrittrice vive nella campagnia bollenghina e il riconoscimento è stato concesso «per i valori etici cui si è sempre ispirata, sia nella vita professionale, sia nell'impegno letterario, che ben traspaiono anche dai personaggi dei suoi romanzi, siano essi umani o gli amati gatti e cani».

Federica Burbatti, 52 anni, è nata a Ivrea ed è giornalista della Rai e conduttrice del TGR Piemonte. La madre è originiaria di Bollengo e il Comune ha deciso di riconoscere il suo impegno «profuso, con grande passione e professionalità, quale giornalista in forza alla testata regionale Rai -Piemonte, per la promozione del nostro territorio, con numerosi servizi, diffusi anche sulle reti nazionali».

Bruno Segre nasce a Torino, dove studia e si laurea in Giurisprudenza nel 1940. La professione di avvocato fu ostacolata però dalle leggi razziale, che non gli permettevano di lavorare, in quanto figlio di padre ebreo. Durante gli anni nella guerra venne arrestato per disfatta militare e visse in clandestinità con la famiglia nel cuneese. Partigiano, consigliere, politico e giornalista è un cittadino a cui viene riconosciuto l'impegno «per aver fatto della sua vita una testimonianza continua dei valori di libertà e democrazia, contro ogni discriminazione e xenofobia. Un bell'esempio da far conoscere alle nostre giovani generazioni, cui ispirarsi contro l'indifferenza, per non smettere di fare memoria». (ETB)