ASA - Prima o poi il commissario Ambrosini pagherà...

«Ai lavoratori verranno corrisposti tutti gli arretrati». Il commissario Asa, Stefano Ambrosini, che in Canavese nessuno vede più da oltre un anno, ha affidato allo Spiffero una laconica dichiarazione nella quale rassicura tutti gli ex dipendenti del consorzio pubblico ancora in attesa di ottenere gli arretrati. Soldi dovuti, sia chiaro, che l'azienda, in amministrazione straordinaria dal 2010, ovviamente non ha in cassa. Servono, sostanzialmente, due milioni di euro per ripianare il debito contratto con i lavoratori. Ferie non godute, permessi non retribuiti, porzioni di Tfr, liquidazioni e straordinari: la somma sono quei due milioni di euro che mancano all'appello.

Per chi ha perso il lavoro (a ottobre) ottenere il dovuto sarebbe una vera e propria boccata d'ossigeno. Tanto più che, ai licenziati, era stato promesso una sorta di indennizzo. Anche quello si è perso chissà dove. Quando avverrà il pagamento è ancora un mistero. Nel senso che Ambrosini è stato talmente laconico che, pur di non alimentare false speranze, ha preferito non sbilanciarsi. Forse la prossima settimana incontrerà i sindacati. E in quella sede chiederà l'ennesimo dilazionamento. 

E' stato proprio Ambrosini, dall'India dove si trovava per una trattativa legata al salvataggio di Alitalia, a bloccare i pagamenti ai lavoratori la scorsa settimana. Proprio mentre i sindacati e i dipendenti stavano per firmare il definitivo accordo (che già in origine prevedeva un dilazionamento delle somme dovute). Si andrà, probabilmente, verso un ulteriore allungamento dei tempi. Prendere o lasciare.