
Le bollette dei rifiuti sono regolari: il Consorzio Canavesano Ambiente ha operato correttamente nella ripartizione dei costi tra i Comuni dell'alto Canavese. Lo ha stabilito il Tar del Piemonte che ha respinto i ricorsi presentati dal Comune di Ozegna contro il Cca di Ivrea. Ozegna, al pari di numerosi altri piccoli Comuni della zona, chiedeva l’annullamento dei provvedimenti del consorzio, lamentando «una disparità di trattamento tra i piccoli e i grandi Comuni dell’ex bacino Asa (in particolare Rivarolo e Cuorgnè) nella determinazione dei costi e delle relative bollette a carico della cittadinanza».
Per i giudici del Tar Piemonte, però, il ricorso non trova alcun fondamento perché le tariffe sono già state calmierate dopo le proteste dei sindaci e i provvedimenti dell’ente, approvati dall’assemblea, sono sempre stati adottati per «rispondere alla necessità di garantire l’equilibrio tra il mercato e l’interesse generale, con servizi simili e tariffe il più possibile uniformi». I giudici hanno sottolineato che la cifra complessiva, oltretutto, è sempre la stessa: ovvero gli otto milioni che, annualmente, vanno corrisposti alla Teknoservice, l'azienda che ha preso il posto dell'Asa nella raccolta rifiuti dell'alto Canavese. E a nulla sono valse le doglianze sui differenti metodi di raccolta, «necessari» secondo il Tar vista la morfologia del territorio e il numero di residenti diverso a seconda dei Comuni.
«Come volevasi dimostrare, rimane utopistico il voler essere "Davide contro Golia" - dice amareggiato il sindaco di Ozegna, Sergio Bartoli - tutte le lotte dei cittadini, dei piccoli Comuni, di chi cerca di far valere i propri diritti risultano vane contro Enti, Consorzi e loro "affiliati di parte" nati apposta per lucrare in maniera vergognosa sulle spalle dei più deboli. Abbiamo provato a sovvertire questa consuetudine ma, fino ad oggi, non siamo riusciti a venirne a capo. Lo Stato mi chiede di risparmiare su tutto, carta igienica, fotocopie, ogni cosa e quando io, piccolo Comune, capisco che ci stanno facendo spendere decine di migliaia di euro in più e che potrei risparmiarli non alimentando consorzi creati "ad hoc", mi impedisce di mettere in atto la soluzione costringendo i miei abitanti a tenersi e pagarsi il problema. Sono molto amareggiato da questa sentenza che non tutela, a parer mio, i piccoli Comuni lasciandoli in balia di giochi di potere ben congeniati che fanno trarre profitti sempre ai soliti sulle nostre spalle».








