
AGLIE' - La conferenza organizzata dal Comitato Tutela Salute e Ambiente lo scorso autunno sull'inquinamento elettromagnetico tenuta ad Agliè da Paolo Orio, medico e presidente dell'associazione elettrosensibili, ha avuto il merito di aprire diverse linee di dibattito fra la popolazione del paese. Il problema legato alla sempre maggiore diffusione dell’elettromagnetismo, disturbi fisici e mentali legati all’esposizione alle radiofrequenze. In seguito a questo, è nata recentemente l'esigenza sempre più diffusa di far pervenire all’attenzione del sindaco e del consiglio comunale una lettera con la quale si chiede alle amministrazioni di prendere in debita considerazione questo aspetto e di tenere aperto su di esso un attento confronto con i cittadini stessi.
A supporto di questa richiesta è stata aperta una ricerca e raccolta costante di materiale informativo ed è stata attivata una raccolta di firme fra la popolazione che si basa su cinque punti fondamentali: «Il 5G si basa su microonde a radiofrequenze più elevate dei precedenti standard teconologici anche dette “millimetriche” che comportano due applicazioni principali: maggiore energia trasferita ai mezzi in cui le radiofrequenze vengono assorbite e minore penetrazione nelle strutture solide, per cui vi è la necessità di un maggiore numero di ripetitori (a parità di potenza) per garantire il servizio. Le radiofrequenze del 5G sono del tutto inesplorate, mancando qualsiasi studio preliminare sulla valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema. Il documento pubblicato nel 2019 dal Comitato Scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti della Comunità Europea afferma che il 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche ed evidenzia pericoli socio-sanitari e conferma l’urgente necessità di un intervento normativo. E’ stato dimostrato in 4 studi obiettivi e misurabili (Rea 1991, Havas 2006,2010, Mc Carty et al. 2011) che è
possibile identificare persone con ipersensibilità eletttromagnetica. Il Parlamento Europeo ha richiamato gli stati membri a riconoscere l’elettrosensibilità come una disabilità al fine di dare pari opportunità alle persone che ne sono colpite. Una decina di sentenze emesse dalla magistratura internazionale ed italiana attestano il danno da elettrosmog ed il Tar del Lazio nel 2019 ha condannato i ministeri di salute, ambiente e pubblica istruzione a promuovere una adeguata campagna informativa».
«Parte della popolazione di Agliè ha sottolineato anche che nell'eventualità di una sperimentazione 5G sarebbe pronta a trasferirsi in una zona libera da tale ulteriore inquinamento. Molti nostri concittadini credono che un Territorio, ricco di grandi potenzialità ambientali e turistiche come il nostro, potrebbe essere esempio di responsabilità civile, tutela del territorio e tutela della salute di chi su quel territorio non solo vive ma anche di chi voglia trascorrervi momenti di ristoro immersi in una natura incontaminata. Quella stessa natura che chiede a gran voce sempre più rispetto».
L’attività di raccolta firme è promossa dal comitato Tutela Salute ed Ambiente, si sta svolgendo tramite alcuni esercizi commerciali in Agliè ed è congiunta all’azione territoriale Stop 5G dei comuni appartenenti all’anfiteatro morenico, che ha già prodotto le ordinanze di divieto installazione antenne 5G in alcuni comuni come Loranzè, Banchette, Val di Chy, Quagliuzzo.








