25 APRILE - Festa nazionale, le celebrazioni in tutto il Canavese - FOTO

CANAVESE - Anche quest’anno un 25 aprile celebrato nella sobrietà imposta dalle norme vigenti contro il covid. Tuttavia in tutti i Comuni è stata celebrata la Festa della Liberazione anche se, in molti casi, senza una ufficiale partecipazione della cittadinanza. «Ora più che mai è necessario rimanere uniti in uno sforzo congiunto che ci permetta di rendere sempre più forti e riaffermare i valori e gli ideali che sono alla base del nostro vivere civile, quel filo conduttore che, dal Risorgimento alla Resistenza, ha portato alla rinascita dell’Italia». Dal messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 76° anniversario della Liberazione, alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.  

«E' stato importante esserci anche oggi, per ricordare il sacrificio di molti. Ancora di più, in questi tempi, comprendiamo il valore della parola Libertà», dice il sindaco Beppe Pezzetto che insieme al dottor Rizzi dell’Anpi e al consigliere comunale Vanni Crisapulli hanno ringraziato la delegazione degli Alpini e della Croce Rossa, presenti come da norma alla deposizione delle corone benedette nella prima mattinata dal vice Parroco di Cuorgnè, al Cimitero Centrale, a quello di Salto e al Monumento ai Caduti al suono delle toccanti note della tromba della Filarmonica dei Concordi. 

I Ivrea il sindaco Stefano Sertoli, assieme al Presidente del Consiglio Comunale Diego Borla, si è recato a rendere omaggio ai Caduti Partigiani prima ai Giardini Giusiana, poi a Torre Balfredo e San Bernardo. Si è poi ritrovato in piazza Ferruccio Nazionale assieme ai Consiglieri di minoranza, recandosi nuovamente ai Giardini Giusiana, alla Stele della Resistenza. Ha poi ceduto la fascia alla vicesindaca Elisabetta Piccoli per l’omaggio alla vicina stele dedicata alle Donne Deportate. Fra gli interventi, quello della Consigliera PD Gabriella Colosso che ha ricordato i 130 migranti periti in mare alla ricerca della libertà. 

«La pandemia come un tiranno fa ancora da padrona e flagelli il Patrio Stivale nonostante i quotidiani bollettini la diana in recessione, ma la salvezza per tutti noi non è ancora matematicamente arrivata. A differenza del 2020 quest'anno come alpini di Favria, in stretto numero siamo riusciti con le autorità comunali e l’ANPI  di Favria- Oglianico- Rivarolo a festeggiarlo ponendo le corone ai monumenti. Quello che ha fatto da padrone durante le cerimonie alla deposizione delle corono è stato il silenzio, direi assordante ed inconsueto per questa manifestazione. Prima della pandemia il XXV Aprile  era un tripudio di marce suonate mirabilmente dalla Filarmonica Favriese, e discorsi della autorità, adesso solo il silenzio, rotto dal canto dei presenti dell’inno d’Italia. Si nonostante tutto siamo sempre sorelle e fratelli d’Italia, uniti dal comune destino e questa festa  tolta la retorica roboante degli avvenimenti e la faziosità politica su questa festa che non è di una parte dell’Italia, ma di tutti gli italiani. Solo uniti riusciremo a tornare alla normalità e solo uniti usciremo dalla crisi economica e sociale, insieme si può». (Giorgio Cortese).

Nel video la celebrazione di Locana. Sotto nelle foto le celebrazioni ad Agliè, Bollengo, Castellamonte, Chiaverano, Cuorgnè, Favria, Ivrea, Lessolo, Montalenghe, Montalto Dora, Noasca, Oglianico, Ozegna, Rivarossa, San Giusto Canavese, Strambino, Valperga, Valprato Soana, Ceresole Reale.