TENDENZE - Strade del Canavese «invase» dai Pokèmon
Il Canavese è invaso dai Pokémon. Da ieri mattina, grazie alla release italiana del gioco Pokémon Go, per le strade di Rivarolo, Cuorgnè, Ivrea, Castellamonte (nelle foto sotto) è possibile imbattersi in Bulbasaur, Eeve, o Squirtle. Il gioco disponibile per Ios e Android, per la prima volta fa un uso integrato della realtà aumentata e permette di utilizzare il telefono per inquadrare e catturare i personaggi della serie cult degli anni ’90. In Italia il cartone con le avventure di Ash Ketchum e Pikachu è stato trasmesso su Italia 1 dal 2000 al 2008. 
 
Per chi si trovasse per la prima volta ad affrontare il mondo creato da Takeshi Shudo i Pokèmon sono dei piccoli mostri tascabili, dei POKEt MONster, che vivono in diversi ambienti e nel gioco si possono catturare utilizzando le sfere poket, o Pokèball. L’obiettivo del gioco è raccogliere tutti i Pokémon e completare così il Pokédex, una sorta di atlante dove vengono spiegate nel dettaglio tutte le caratteristiche delle diverse specie. Nei Pokéstop, nella vita reale monumenti o punti interessanti della città, è possibile accumulare PokèBall e altri piccoli oggetti. I giocatori, considerati come degli allenatori, si possono scontrare nelle palestre guadagnando punti utili a far evolvere i propri Pokèmon. 
 
Nella versione canavesana ci sono diverse «palestre» a Rivarolo e Castellamonte, ma a quanto pare nessuna a Cuorgnè. Il gioco, un vero e proprio amarcord per chi è nato alla fine degli anni 80, invita gli utenti a non dimenticarsi dei pericoli del mondo reale. Il consiglio soprattutto per i più giovani è di giocare in gruppo ricordandosi che il gioco consuma batteria e dati della connessione. Che altro, buona fortuna e “Gotta catch ‘em all”! (N.a.)