DUE CITTA' AL CINEMA - «La ruota delle meraviglie» di Woody Allen al Margherita di Cuorgnè
Foto 1
Foto 2
Foto 3
Foto 4

“La ruota della meraviglie”, ultima opera scritta e diretta da Woody Allen, sarà proiettata questa sera, alle 21:30, al  cinema Margherita di Cuorgné, nell’ambito della rassegna “Due Città al Cinema”.

Come molti dei film di Allen, “La Ruota delle Meraviglie” è una storia che parla di amore e di tradimenti. Ambientato negli anni cinquanta fra un’inquadratura e l’altra si palesano i quattro personaggi protagonisti della storia che intrecciano le loro esistenze nel parco dei divertimenti di Coney Island: Ginny (Kate Winslet), un’ex attrice emotivamente volubile che lavora come cameriera presso un ristorante di pesce; Humpty (Jim Belushi), un ispido giostraio alcolizzato; Mickey (Justin Timberlake), un bellissimo e giovane bagnino che sogna di diventare un commediografo; e Carolina (Juno Temple), la figlia di primo letto di Humpty, che ora si nasconde nell’appartamento del padre per sfuggire ad alcuni gangster.

Coney Island è uno dei luoghi dell’infanzia di Allen, con la sua umanità pittoresca, i colori forti, il divertimento esasperato. È un “regno delle favole da quattro soldi”, come dicono i protagonisti, dove la felicità è finta come il gettone di un giro di giostra. E  infatti Ginny non è affatto felice, non ama più il marito ed è piena di frustrazione perché si sente ingabbiata in una vita che non le appartiene. A roderla è la consapevolezza di essersi rovinata con le sue stesse mani: da giovane attrice, aveva sposato un uomo che amava, ma non ha resistito alla tentazione di tradirlo. Il suo matrimonio è andato in pezzi, e con lui anche la sua carriera. Tutto sembra cambiare quando inizia una relazione clandestina con il giovane bagnino Mickey (Justin Timberlake) e quando in casa ritorna Carolina (Juno Temple), la figlia di Humpty.

Tutta la vicenda è filtrata dai sentimenti di Ginny, ambivalente e fragile. Già in passato Allen ha raccontato donne per estremi e in questo caso lo fa in maniera più marcata, chiedendo a Kate Winslet di esibire le emozioni con piglio teatrale, come se, da ex attrice, Ginny le stesse effettivamente mettendo in scena. Il palcoscenico  è la casa di Ginny e Humpty  sita  ai piedi della ruota delle meraviglie, con grandi finestre sul luna park che proiettano sui volti dei protagonisti le luci vivide e colorate delle giostre. L’uso della luce risulta  essere la carta vincente del film: i colori sono utilizzati per sottolineare l’impianto teatrale del film accentuando i sentimenti dei personaggi. Allen sceglie il bagnino, aspirante drammaturgo, come narratore che si rivolge direttamente allo spettatore. Perché in fondo, “La ruota delle meraviglie”, è  un film sul fascino della narrazione: Ginny, aspirante attrice, s’innamora di Mickey, lo scrittore che potrebbe darle un ruolo, e Mickey rimane colpito da Carolina, che ha una storia avventurosa come il personaggio di un romanzo. (Santho Iorio)