
Martedì 3 dicembre la rassegna «Due Città al Cinema» al Cinema Margherita di Cuorgnè ospita il documentario «Dove bisogna stare». Alle 21.15 interverrà il regista Daniele Gaglianone, ben noto in Canavese. In un’Italia dove la classe politica insegue emergenze e visibilità, «Dove bisogna stare» racconta la storia di quattro donne, dalla Val di Susa a Cosenza, che di fronte a situazioni di marginalità non si sono voltate dall’altra parte e hanno compiuto azioni concrete per ristabilire dignità e giustizia. Dove bisogna stare racconta di una possibile risposta a questi tempi cupi. Non racconta l’immigrazione dal punto di vista di chi sceglie di partire o è costretto a farlo: è innanzitutto un film su di noi, sulla nostra capacità di confrontarci con il mondo e di condividerne il destino.
Dopo la presentazione fuori concorso al 36esimo Torino Film Festival nel 2018, «Dove bisogna stare» ha iniziato un viaggio tra i cinema di tutta Italia e la tappa a Cuorgnè è anche una preziosa occasione per incontrare il regista Daniele Gaglianone. Nato ad Ancona nel 1966, laureato in Storia e Critica del Cinema presso l’Università di Torino. Dai primi anni Novanta collabora con l’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza. Ha girato cortometraggi di fiction e documentari, tra cui La ferita (1991), premiato al festival Cinema Giovani di Torino. Nel 2000 ha esordito nel lungometraggio con I nostri anni, dedicato alla Resistenza e girato in gran parte in Valchiusella, selezionato alla Quinzaine di Cannes. Nel 2004 con Nemmeno il destino ha vinto il Tiger Award a Rotterdam. Con Rata neće biti (La guerra non ci sarà), dedicato al conflitto balcanico, Gaglianone ha vinto nel 2008 il premio speciale della giuria al 26° Torino Film Festival e il David di Donatello come miglior documentario.
Nel 2013 ha presentato La mia classe, con protagonista Valerio Mastandrea, alle Giornate degli autori della Mostra di Venezia. Nel 2014 ha vinto il premio Gli Occhiali di Gandhi al Torino Film Festival con il documentario Qui dedicato alle proteste in Val di Susa contro la linea ad alta velocità. Nel 2014 è co-regista con Cristina Monti e Paolo Rapalino del documentario girato a Trino Vercellese Là suta. La nostra eredità nucleare in un triangolo d’acqua.













