DUE CITTA' AL CINEMA - A Cuorgnè è tempo di Oscar: questa sera al Margherita c'è «Il Cliente» - TRAILER
Questa sera al cinema Margherita di Cuorgné, ore 21.30, verrà proiettato "Il Cliente" dell'iraniano Asghar Farhadi, fresco vincitore dell'Oscar come miglior film straniero, dopo aver vinto a Cannes due premi, miglior sceneggiatura e miglior interprete maschile. Il regista, ha boicottato la notte degli Oscar in risposta al Muslim Ban, voluto da Donald Trump, che vieta l'ingresso in Usa alle persone provenienti dai sette Paesi a maggioranza musulmana: Siria, Libia, Iraq, Iran, Sudan, Sudan e Yemen. Una vera e propria "messa al bando" dei musulmani.
 
Farhadi ha convinto l'Acadmy con un film, tratto dall'opera “Morte di un commesso viaggiatore”, di Arthur Miller, del 1949, che racconta la storia di una giovane coppia di attori (Emad e Rana), costretta ad abbandonare l’abitazione al centro di Teheran a causa di urgenti lavori di ristrutturazione dell'edificio. Un amico li aiuta a trovare un nuovo alloggio lasciato libero da una donna, a detta dei vicini, di non buona reputazione. E lì, dal passato di quella casa, emerge un'aggressione casuale di cui Rana rimane vittima. 
 
Il dramma personale della donna mette a dura prova la coesione della coppia. Rana, sconvolta ed impaurita, si rifugia in un comprensibile silenzio, mentre il marito senza contattare la polizia, inizia ad indagare per rintracciare il colpevole e compiere la sua vendetta come gesto protettivo ed eroico, forse inutile. Il regista, con questo film, costruisce percorsi morali che non suggeriscono mai un'unica interpretazione, ma lascia allo spettatore la responsabilità del giudizio tenendo conto delle sue esperienze personali. 
 
Gioca tutto sull'empatia tra pubblico e personaggi, ne esamina e ne rivela il pensiero nei gesti e nei dialoghi asciutti ma eloquenti, fino al finale claustrofobico e opprimente come le conseguenze della violenza. In questo contesto ci  troviamo di fronte ad una dicotomia: la modernità dello stile di vita e quel senso dell'onore perduto, figlio della rigida tradizione che rischia di sovvertire i ruoli di vittima e carnefice. (Santho Iorio)