
VOLPIANO - Dall’Argentina in Canavese per ritrovare, cento anni dopo, le origini della propria famiglia. Alcuni nomi, qualche storia sentita raccontare da genitori e nonni, i vecchi documenti dell’imbarco del bisnonno sulla nave «Giulio Cesare» e, soprattutto, tanta voglia di riscoprire le radici: ecco il «bagaglio» portato dalla provincia di Santa Fè, in Argentina, fino in Italia dalla giovane mamma, Malvina Cerutti, che insieme ad alcuni familiari è partita dal suo paese, Sauce Viejo, per ricostruire il suo albero genealogico e conoscere di persona quella Volpiano da dove proviene parte della famiglia sperando di incontrare magari qualche suo lontano parente.
Potrebbe essere la sceneggiatura di un film, invece è la storia di Malvina, 40enne argentina, che ha affrontato un lungo viaggio alla scoperta delle origini. Dopo essere stata a Napoli, Roma, Venezia, Lucca, la sudamericana ha fatto tappa a Volpiano. Qui per fortuna e per merito di Giusi Ferrero Merlino il compito di ricerca è stato decisamente meno arduo del previsto.
«È stato bellissimo e commovente ricevere la visita di Malvina, una giovane donna argentina discendente di volpianesi alla ricerca delle sue origini – racconta Giusi Ferrero Merlino – Con lei ci “conosciamo” da tempo. Parla molto bene italiano. Mi ha contattata 4-5 anni fa attraverso la mia pagina Facebook “Volpiano - Storia e Curiosità”, quando ha iniziato ad informarsi per scoprire le sue radici italiane. Tra l’altro Malvina è un nome curioso e originale. A Volpiano ne vivevano due e una era mia nonna. Lei, invece, è stata chiamata così in riferimento alle isole Malvinas».
«Sono contenta di essere riuscita ad aiutarla nelle sua ricerca – aggiunge Giusi Ferrero Merlino – E’ stata molto d’aiuto anche la Parrocchia, a cui Malvina ha scritto. Cerutti è un cognome abbastanza comune nel nostro territorio, la differenza in questi casi la fanno gli “stranòm”. Ho contattato molti Cerutti e Bomone, cognome dalla parte materna, che conoscevo e ho creato un gruppo Whatsapp ad hoc per la sua visita. Per l’occasione, abbiamo fatto un bel pic-nic a Madonna delle Vigne con specialità piemontesi. Ha fatto un tour della città, conosciuto tanti volpianesi e incontrato il parroco don Marco, che ha ringraziato per l’aiuto dato nella ricerca. E’ stata anche ricevuta in Comune dal sindaco, Gianni Panichelli».
E' stata una giornata di ricerche, sorrisi, gioie, sorprese ed emozioni per la 40enne argentina, che prima di ripartire per il Sud America, sempre grazie a Giusi Ferrero Merlino ha anche potuto ammirare e indossare l’abito da sposa scelto ad inizi 1900 da una «Bomone», molto probabilmente una sua antenata volpianese. Al di là del ritrovamento inaspettato, è stato per lei bello aver potuto conoscere «I ragazzi»: Marta Amateis, mamma di Giusi Ferrero Merlino, e Pierino Cerutti, due coscritti del 1929 super vispi! La ciliegina sulla torta di un viaggio indimenticabile nei luoghi in cui è nata la storia della propria famiglia.















