
SAN MARTINO CANAVESE - C’è una San Martino in miniatura che fa bella mostra di sé in una navata della parrocchia del paese. Un’opera d’arte vera e propria frutto di un lavoro certosino. Il legno si svuota progressivamente per creare forme, fino a trasformarsi, con un gioco di luci e ombre, in monumenti che prendono vita. Sono nate così le tre «sosia» in legno e in scala 1:33 dell’antica Torre campanaria, restaurata nel 2008, del tempio di Santa Marta e della chiesa parrocchiale. Sono state fedelmente riprodotte in ogni loro piccolo dettaglio da Orfeo Marozin. Dalla facciata all’altare, passando per l’interno del campanile: ogni dettaglio ruba l’occhio e stupisce per perfezione.
Nato a Ivrea nel 1946, ma trasferitosi a San Martino nel 1970 Orfeo Marozin è un maestro della miniatura, con un talento unico nel plasmare il legno utilizzando solo la tecnica del traforo artistico. Non si tratta di un semplice hobby coltivato in pensione, ma bensì di una passione quasi viscerale, «esplosa» nel 2019 durante un viaggio a Montestrutto per visitare una mostra di presepi. «Mi sono diplomato geometra – racconta Orfeo Marozin, che è anche consigliere comunale – Ho lavorato per un po’ in uno studio tecnico e poi sono stato assunto in Olivetti. Prima nelle filiali torinesi come venditore e poi nel 1970 sono rientrato in Canavese, occupandomi di sistemi informativi. La passione per le miniature in legno è nata nel 2019. Il primo modellino, quello della Torre Porta Maggiore, l’ho iniziato nel 2020, utilizzando compensato e legno massello di Ayous per i muri del campanile cittadino. Poi mi sono cimentato con “Santa Marta” e la chiesa parrocchiale. Sono state inaugurate a dicembre del 2021, alla presenza del vescovo, Monsignor Edoardo Aldo Cerrato. Per realizzarle ho utilizzato sempre solo un traforo per legno».
Dopo aver fatto parte di un suggestivo presepe per lo scorso Natale, le tre magnifiche mini-opere d’arte realizzate da Orfeo Marozin torneranno protagoniste assolute in occasione della Pasqua. «Stiamo realizzando una originale Via Crucis, con il campanile cittadino, chiesa e il tempio a fare da cornice – aggiunge Orfeo – Un ringraziamento doveroso va a don Davide Rossetto che ci ha concesso questo bellissimo spazio in parrocchia e a gli amici Carlo, Tiziana e Renzo che mi hanno dato un importante aiuto per completare le mie creazioni».












